Così Conte cambia l’Italia

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Tre cinque due. Conte ha le idee chiare e gli uomini giusti per rialzare la Nazionale. La partita di domani sera contro l’Olanda a Bari sarà la prova generale in vista dell’esordio nelle qualificazioni dei prossimi Europei in programma a Oslo contro la Norvegia. Il ct azzurro, dopo aver salutato Paletta per infortunio (rimpiazzato da Ogbonna), ieri mattina è stato costretto a congedare anche l’interista Osvaldo. Per non sbagliare il tecnico salentino ha deciso di puntare su Quagliarella, giocatore che ha avuto modo di allenare fino a un mese e mezzo fa: Balotelli è lontano anni luce dai pensieri di Conte, si dovrà guadagnare la convocazione sul campo, e non sarà semplice. Anche ieri la squadra azzurra ha sostenuto una doppia seduta di allenamento, il nuovo commissario tecnico lavora con determinazione, sprona ogni singolo giocatore, fa leva sulle motivazioni dei suoi ragazzi.

La ricetta è quella importata direttamente da Vinovo, ed è una ricetta vincente. Conte vuol cambiare l’Italia, renderla orgogliosa, umile, cattiva, affamata. Pretende una squadra che sia in grado di imporre il proprio gioco dall’inizio alla fine, una formazione organizzata in ogni reparto, padrona della partita. Per il ruolo di portiere il ct si affiderà ancora una volta a Gigi Buffon che punta a giocare il sesto Mondiale della carriera. La difesa sarà a tinte prevalentemente bianconere: nei progetti futuri del nuovo tecnico azzurro ci sono – e ci saranno – Barzagli, Bonucci e Chiellini; al momento il campionato italiano non ha espresso elementi migliori, tanto vale affidarsi ai soliti noti: Andrea Ranocchia è uno di questi, Conte lo ha già allenato nell’Arezzo e nel Bari. Sugli esterni le alternative non mancano. Candreva è un punto fermo, il torinista Darmian potrebbe essere una valida alternativa al laziale. Dall’altra parte Mattia De Sciglio sembra essere un predestinato: la personalità con cui sta giocando nel Milan e in azzurro gli garantirà la massima stima di Conte.

In mezzo gli uomini non mancano: aspettando il ritorno di Montolivo e Pirlo dai rispettivi infortuni, Verratti, De Rossi e Marchisio sono il blocco da cui ripartirà la nuova Nazionale, il motore di una squadra chiamata a ribaltare il fronte con estrema velocità. Florenzi, Parolo, Poli e Giaccherini saranno – di volta in volta – le alternative.

Il reparto che preoccupa maggiormente è quello offensivo: messo da parte Balotelli, frenato dagli infortuni Pepito Rossi, il primo punto di riferimento sarà necessariamente Ciro Immobile. Anche l’ex granata è una vecchia conoscenza del ct che lo aveva allenato ai tempi di Siena. Leggenda vuole che tra i due non corresse buon sangue ma da allora è passato diverso tempo e i due hanno avuto modo di crescere professionalmente raggiungendo obiettivi eccellenti. Poi c’è El Shaarawi che sembra aver ritrovato una forma smagliante. Destro e Zaza promettono bene. In attesa di capire il destino di Cerci e Insigne, si punta sull’usato garantito: Quagliarella, Osvaldo, Giovinco. Sembra la Juve, ma si chiama Nazionale.

IL TEMPO