Corsa e abbracci da ultrà José, due cambi e due gol «Questo si chiama… culo»

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E dopo i nemici e le manette, una nuova immagine cult nel repertorio di José Mourinho: il «culo». L’allenatore portoghese non fa troppi giri di parole quando gli fanno notare che i gol qualificazione del Chelsea sono arrivati grazie ai panchinari: «Schurrle e Ba entrano e segnano? Questo si chiama culo», dice in italiano. Mou non tradisce mai in serate come questa. Non è mai stato eliminato nei quarti di Champions e ora si va a godere l’ennesima semifinale. La corsa verso la bandierina dopo il 2-0 di Ba è un’altra immagine cult: «Non sono andato a festeggiare. Sono corso dai giocatori per spiegare loro come avremmo dovuto gestire gli ultimi minuti. Volevo che Ba si mettesse di fronte ai loro difensori e Torres nella posizione di Maxwell. In allenamento lunedì avevo provato tre diversi sistemi di gioco e li ho usati tutti in partita. Ba è stato determinante. Luiz è stato mostruoso. Abbiamo dato tutto, giocando con la testa e con il cuore. Il Psg ha pensato soprattutto a gestire il pallone. In contropiede sono stati qualche volta pericolosi, ma Cavani era stanchissimo. I miei calciatori meritavano questa soddisfazione. Lo scorso anno affrontarono il Rubin Kazan in Europa League ed erano lontanissimi dal Manchester United in Premier, ora sono in semifinale di Champions e in corsa per il titolo in Inghilterra. Crederci sempre fa parte della nostra natura, anche perché il calcio è questo. A Parigi nessuno si aspettava il terzo gol del Psg e per la stessa ragione questa gara a un certo punto sembrava finita. Il Real in semifinale? Che cosa possiamo fare se ci capitano gli spagnoli?».

I giocatori L’ingresso di Schurrle è una delle chiavi della qualificazione del Chelsea. Il tedesco sorride largo: «Una partita fantastica e una sensazione meravigliosa. Abbiamo avuto il merito di crederci fino all’ultimo. Abbiamo colpito due traverse, ma non ci siamo arresi. E Mourinho è un grande allenatore». Anche Cech esalta il portoghese: «Sapevamo di potercela fare. Abbiamo avuto una grande reazione dopo le due traverse consecutive. Potevano metterci in ginocchio. Abbiamo un grande allenatore e siamo una grande squadra. Ci credevamo e ci siamo preparati molto bene per questa partita. Abbiamo ripetuto la prestazione contro il Napoli del 2012». La voce del capitano, John Terry: «La Champions significa molto per noi. L’esperienza ci aiuta a lottare e a credere nei nostri obiettivi. Molti dubitavano in noi, ma abbiamo mostrato carattere e meritato la qualificazione». In chiusura, la delusione del Psg è tutta nel grande rimpianto di Blanc: «Giocare senza Ibra è stato fatale».

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