Corna-tweet dopo i gol Com’ è dura trattenere lo scatenato Icardi

ICARDI_INTER_SAMP

Aveva vinto la sfida del gol e anche degli attributi, ma c’è ricascato: ha voluto stravincere e per non saper resistere alla tentazione foto-testo-Twitter, Mauro Icardi è scivolato nel cattivo gusto. Non volendo, ha detto. Già, perché ancora una volta l’erede di Batistuta (definizione del suo agente Morano) ha detto di non rendersi conto del casino che ogni suo tweet crea. Finendo per fare notizia anche più dei suoi gol (ma poi come lamentarsi di non essere giudicato solo in quanto calciatore, se è il primo a dire di non saper fare a meno dei social network?).

Perché guido così? Dunque i fatti, o meglio la foto: Icardi ieri è alla guida, tiene il volante con due dita, l’indice e il mignolo. Ognuno guida come cavolo gli pare, ci mancherebbe, ma di fatto fa le corna. E scrive pure: perché Wandita mi fa guidare così? Già, perché? Cosa pensano i comuni mortali visto il po’ po’ di romanzone che è venuto fuori dal triangolo amoroso Mauro-Wanda-Maxi Lopez? E invece no, invece Maurito è caduto dalle nuvole, ha detto di non aver mai pensato a nulla del genere, che quella è una cornita calcistica – equivarrebbe a due reti, doppietta – che è da domenica sera che Wanda gli fa quel segno per dirgli quanto è stato bravo a fare due gol alla Samp (di Maxi, ovvio). Si prende atto cadendo dalle nuvole: che sia vero o no, che ci si possa credere o no, Icardi non è in Italia da ieri, dunque dovrebbe sapere che come minimo rischiava la caduta di stile.

Foto, gol e pubalgia Per una volta bastava non scrivere nulla, non aggiungere scintille al fuoco già scoppiato domenica. Al limite fermarsi alla foto di Valentino, uno dei figli di Wanda, portato alla Pinetina (sempre alla faccia di Maxi che non gradisce), meglio ancora a quelle del viaggio in treno – impegni personali – verso Napoli di ieri pomeriggio. Bastava godersi quei due gol in silenzio, l’aver fatto godere l’Inter. Che non può intervenire su tweet dei suoi tesserati dedicati alla sfera privata e dunque alza ancora un po’ l’asticella della sua pazienza, almeno fino a che non arriverà troppo su. Per il momento, non potendo far altro che augurarsi che un giorno Icardi la smetta di esternare, si augura che almeno non smetta di segnare. Che il suo finale di stagione, «impostato» con cinque gol nelle ultime cinque partite (e per la prima volta in serie A è andato a segno in due gare consecutive), assomigli alla parte centrale del suo passato campionato, con la Samp, quando dalla 19a alla 27a giornata ne fece otto in nove partite. Che la diversa distribuzione dei suoi timbri (4 in casa e 4 fuori, l’anno scorso in trasferta solo due su 10) sia un buon segnale anche in vista di Parma. Che la pubalgia gli dia tregua per un altro mese, visto che al di là di un persistente ma sopportabile fastidio, ora la sua condizione fisica è molto più vicina al top. E anche che il suo non aver paura, il suo sapersene fregare di quanto gli accade intorno continuino ad essere un aiuto quando in campo l’aria si fa dura; che i suoi attributi e il suo saper giocare senza pensare troppo (quello che Mazzarri, purché non si esageri, ha chiesto a tutta la squadra) contagino anche i compagni. Perlomeno quelli che hanno dimostrato magari più attenzione tattica, più spirito di sacrificio, ma anche di essere meno caldi e più bloccati di lui.

Quota 20 e 10 Se lo augura anche Icardi: giocando altre due partite e segnando altri due gol arriverebbe a quota 20 e 10 e dunque riscuoterebbe altri due bonus inseriti nel suo contratto. Perché si sa: non di soli gol e tweet vive l’uomo.