Coppa Italia, Inter-Juventus 3-0 (3-5 rig.): bianconeri in finale

bonucci

MILANO – Il rocambolesco finale innesca una paradossale euforia nei tifosi juventini per i quali passare il turno in questo può avere una perversa goduria. Ma la figuraccia della Juventus, intesa come squadra, resta e deve restare come un monito: i bianconeri hanno commesso tutto il campionario di errori possibile, hanno sbagliato approccio, hanno peccato di personalità, sono stati presuntuosi e molli. Hanno deluso, soprattutto, le alternative, quelle che avrebbero dovuto coprirsi di gloria e invece hanno tappato, bruciandosi – chissà – possibili chance in futuro.

SVEGLIA – L’Inter non sembrava neppure crederci all’inizio. Ha preso coraggio strada facendo, scavandosi l’impresa nella Juventus resa friabile dalla timidezza, diventata paura, trasformatasi in terrore. Il gol di Brozovic arriva al 16’ ed è viziato dal fallo di Medel su Hernanes, che dorme su uno sciagurato passaggio di Neto. Dovrebbe essere una sveglia per la Juventus, lo è per l’Inter. La Juventus è disorientata, nonostante Bonucci cerchi di comandare le operazioni e predichi la calma. Ma Rugani è agitato, Morata non ne azzecca una, Zaza sbaglia tanto per nervosismo, Hernanes è confusionario, la squadra nel suo complesso non dà mai l’impressione di poter fare gol.

FINALE – Nella ripresa l’Inter segna subito con Perisic. La Juventus va nel panico. L’Inter ci prova, anche perché non ha nulla da perdere. Allegri mette dentro Barzagli e la sua presenza aumenta il livello di maturità. Non a sufficienza per contenere l’Inter che ormai va all’arrembaggio. E alla fine Rugani commette un fallo da rigore piuttosto ingenuo su Perisic, che forse è partito in fuorigioco. Brozovic trasforma e si va ai supplementari dopo un finale in cui la Juventus sembra lentamente risvegliarsi. Ed effettivamente i supplementari sono giocati leggermente meglio dai bianconeri, che comunque non riescono a segnare, nonostante Morata ci vada vicinissimo proprio al 120’.

VECCHIA GUARDIA – Ai rigori sbaglia Palacio che prende la traversa (e la palla ricade fuori dalla linea di porta), mentre la Juventus mette segno tutti e cinque i penalty: iniziando la sequenza con Barzagli e chiudendola con Bonucci, non un caso. La vecchia guardia non è rescindibile.

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