Coppa Davis – Fognini batte Ward. Sospesa Murray-Seppi con l’azzurro in vantaggio.

seppi

La Coppa Davis come placebo. E’ questo l’effetto della sfida contro Andy Murray per Andreas Seppi, che dopo un 2014 fin qui piuttosto povero di soddisfazioni si regala una prima parte di sfida contro il campione scozzese ai livelli che un annetto e mezzo fa gli avevano permesso di raggiungere il best ranking.

Ritrovato al servizio e molto solido dal fondo, l’azzurro è fino al momento della sospensione riuscito a giocare alla pari con un Murray parecchio nervoso ma alla fine solido quanto basta. Nonostante la pioggia della mattinata abbia trasformato infatti il campo in una specie di terriccio super-morbido (e lentissimo), lo scozzese si arrabbia e impreca, ma riesce comunque a gestire tutti i momenti chiave. Due quelli principali: il quarto gioco del primo set, quando non permette a Seppi di sfruttare la prima palla break arrivata dopo un avvio super dell’altoatesino; ma soprattutto il decimo gioco del secondo set, quando si ritrova costretto ad annullare 4 set point nell’ormai oscurità della sera napoletana.

Un Seppi certamente ritrovato ma che qualche rammarico può averlo. Perso il primo set a causa di un piccolo passaggio a vuoto al servizio, le grandissime chance l’altoatesino le ha avute soprattutto nel secondo; al di là dei 4 set point non sfruttati, infatti, Seppi era anche salito fino a 4-2 e 40-15.

Insomma, la notizia è che comunque c’è una partita e se è vero che l’oscurità ha tutto sommato fermato l’Italia nel suo momento migliore, altrettanto lo è che la Scozia sabato mattina dovrà schierare in campo Murray alle 10:30 e decidere poi, comunque vada il match con Seppi, se assoldare il proprio numero 1 anche in quello che si prospetta come il decisivo doppio. Con l’Italia avanti 1-0 grazie a Fognini (qui sotto il racconto del suo match) la situazione è infatti per il momento favorevole agli azzurri.

Fabio FOGNINI b. James WARD 6-4, 2-6, 6-4, 6-1

Altro che formalità, in Coppa Davis ogni pronostico lascia il tempo che trova. Fabio Fognini infatti, a fine match, si scusa anche: “Oggi non hanno visto un bel tennis, ma questo primo punto era troppo importante”. Il problema al costato rimediato a Miami nel match contro Nadal costringe infatti il numero 1 azzurro a una improbabile maratona contro il numero 160 della classifica ATP James Ward. Ci vogliono 3 ore e 8 minuti al ligure per superare il tennista londinese, ma chiaramente impossibilitato dalla parte del rovescio e limitato al servizio Fognini permette a Ward di entrare in fiducia sin da subito, trasformando così un match ‘teoricamente’ a senso unico nella‘classica’ battaglia da Coppa Davis; esattamente come fece proprio a Napoli quasi 2 anni fa contro il cileno Capdeville.

Subito sotto 0-3 nel primo set una bella mano all’Italia la dà anche Ward, che avanti senza dannarsi l’anima ma limitandosi allo scambio inizia a concedere gratuiti tanto quanto Fognini, permettendo all’azzurro una rimonta di cinque giochi consecutivi che regala all’Italia un insperato primo set. Ma il vantaggio non carica particolarmente il dolorante Fabio che a inizio secondo replica esattamente l’andamento di match: Ward avanti 3-0, Fognini recupera con il controbreak, ma questa volta sul più bello è il britannico a trovare il nuovo allungo e portar via, di conseguenza, il secondo.

Il vero set chiave è però, come spesso accade, il terzo. Dopo il medical timeout e le operazioni di bendaggio del costato Fognini rientra e trova subito un break preziosissimo. Ward va sotto 2-0, ma da lì in poi tiene con facilità tutti i turni di servizio mentre sui game di Fognini è quasi sempre lotta. Il ligure sbaglia tanto, è infastidito, cerca la soluzione frettolosa, ma dopo un lunghissimo ottavo gioco riesce a conservare il break che porterà fino al 6-4 finale.

Bingo. Sì perché ad inizio quarto la resistenza di Ward viene meno quasi subito e Fognini, a quel punto, riesce anche a giocare più sereno. Dal terzo gioco in poi il parziale è infatti rapidissimo e il 6-1 finale porta il sofferto primo punto all’Italia. L’incognita, comunque, alla fine resta: riuscirà il ligure a scendere in campo nel (presumibilmente) decisivo doppio?