Convalescenza a casa per Latorre: tra 4 mesi dovrà tornare in India

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NEW DELHI Massimiliano Latorre potrà trascorrere quattro mesi in Italia per recuperare in famiglia, in un ambiente privo di stress, la sua miglior forma dopo l’attacco ischemico avuto il 31 agosto scorso. La decisione, salutata con sollievo dalle autorità italiane, è stata presa ieri a New Delhi dal presidente della Corte Suprema, R.M. Lodha, nel corso di un’udienza di 30 minuti svoltasi in un clima disteso, insolito per gli appuntamenti in tribunale legati alla vicenda dell’incidente in cui il 15 febbraio 2012 morirono al largo del Kerala due pescatori indiani. Primo a rallegrarsi per l’esito è stato il premier Matteo Renzi: «Collaborazione con la giustizia indiana e stima per il premier Modi e il suo governo. Lavoreremo insieme su tanti fronti». Da parte sua il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha lodato «la sensibilità dei giudici indiani», aggiungendo che «ora il nostro pensiero è per Girone». Apprezzamento per la Corte indiana è venuto anche dal ministro degli Esteri Federica Mogherini, che ha ricordato come «resti ferma la volontà e la determinazione del governo italiano a trovare in tempi rapidi una soluzione definitiva a questa controversia». Dalla famiglia di Latorre è stata la figlia – su Facebook – a esprimere le prime emozioni. «Che bella notizia», ha scritto Giulia, accompagnando le sue parole con la consueta faccina dello smile.
UDIENZA DISTESA
Ieri in tribunale la strada è apparsa subito in discesa quando è stato annunciato alla Corte il ritiro di un’istanza presentata dai legali di Freddy Bosco, proprietario del peschereccio St.Antony, in cui si chiedeva un supplemento di perizie mediche. Una buona notizia seguita da un’altra: la conferma ribadita dal rappresentante giuridico del governo indiano, l’additional sollicitor general P.S. Narasimha, che il governo di Delhi non aveva obiezioni alla concessione di un rientro temporaneo per Latorre «su base umanitaria». Sono poi intervenuti a sostenere la richiesta di Latorre due principi del foro indiani, K.T.S. Tulsi e Soli Sarabjee, che hanno illustrato il contenuto dell’istanza e precisato la necessità, caldeggiata anche da specialisti indiani del settore, che il fuciliere ottenesse il permesso di una convalescenza in Italia. A questo punto Lodha ha voluto vedere le lettere di impegno dell’ambasciatore Daniele Mancini, presente in aula, a nome dello Stato italiano, e dello stesso Latorre. Per la prima non vi sono stati problemi, mentre per la seconda è stato chiesto al fuciliere una seconda versione più sintetica, «non ambigua e non equivoca», chiedendo la soppressione di alcuni paragrafi secondo il magistrato non inerenti all’offerta di garanzie.
IL PASSAPORTO
Una condizione che il team dei legali della difesa ha risolto molto rapidamente. Questo ha permesso a Latorre, di ricevere già ieri sera il passaporto con un visto di uscita dall’India e uno di rientro dall’Italia al termine del permesso per motivi di salute di quattro mesi dal momento della sua partenza. La sua partenza quindi, potrebbe avvenire già oggi, con l’arrivo di un’aereo speciale inviato dall’Italia.

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