Conti, tensione tra Berlino e Bce Merkel: il rigore che fine ha fatto?

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BRUXELLES A pochi giorni da una riunione cruciale della Banca Centrale Europea, il suo presidente Mario Draghi sembra scontrarsi con l’opposizione della Germania sul suo piano per rilanciare la crescita nella zona euro. Secondo il settimanale Der Spiegel, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il suo ministro delle Finanze, Wolfang Schaeuble, avrebbero chiamato Draghi per chiedere chiarimenti sul discorso al forum dei banchieri centrali di Jackson Hole del 22 agosto, con cui il presidente della Bce ha lanciato un appello ad allentare l’austerità per uscire dalla spirale stagnazione-deflazione in cui rischia di cadere la zona euro.
I mercati si aspettano che giovedì prossimo il Consiglio dei governatori della Bce annunci nuove misure straordinarie per alleviare i rischi che pesano sull’economia europea, in particolare attraverso un programma di Quantitative Easing (acquisto di titoli pubblici e privati) simile a quello condotto dalla Federal Reserve. Ma la prospettiva di uno scontro con la Germania potrebbe complicare le decisioni. Secondo lo Spiegel, Merkel sarebbe irritata dal discorso di Jackson Hole e avrebbe chiamato Draghi per chiedergli se la Bce ha deciso di cambiare posizione sull’austerità nella zona euro. Il presidente dell’Eurotower si sarebbe difeso ricordando alla cancelliera di aver chiesto ai paesi in difficoltà di adottare riforme strutturali dolorose.
LA CORREZIONE
Il governo tedesco e la Bce hanno smentito il settimanale tedesco. Per il portavoce di Merkel, Steffen Seibert, la ricostruzione dello Spiegel della telefonata non corrisponde «in nessun modo ai fatti». Per un portavoce della Bce, è «inaccurata». Fonti vicine all’Eurotower spiegano che il colloquio tra la cancelliera e Draghi è avvenuto «in termini assolutamente normali», incentrandosi sui quattro punti sollevati a Jackson Hole. Leggendo attentamente i passaggi del discorso, la linea ufficiale è cambiata di poco. Se Draghi ha chiesto di usare la flessibilità prevista dalle regole per permettere alla politica fiscale di giocare un ruolo maggiore al fianco della politica monetaria e facilitare le riforme, il presidente della Bce ha anche parlato di misure «neutrali» per i bilanci nazionali: per avere effetti «nel breve periodo», occorre «abbassare le tasse» e «tagliare la spesa» pubblica, ha detto Draghi. Ma il suo discorso è stato interpretato come una svolta analoga a quella di Londra nel luglio 2012, quanto riuscì ad allentare la pressione dei mercati sui paesi in difficoltà promettendo di «fare tutto il necessario» per salvare la moneta unica.
L’irritazione di Berlino è evidente nelle dichiarazioni pubbliche di Schaeuble. Secondo il ministro delle Finanze tedesco, i paesi che sono stati costretti a risanare i conti e adottare riforme strutturali in cambio degli aiuti finanziari – Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia – «stanno facendo molto meglio di tutti gli altri in Europa. Così funziona con una medicina: a volte ha un sapore amaro per un po’, ma alla fine fa bene alla salute», ha detto Schaeuble. La scorsa settimana, il ministro delle Finanze di Berlino aveva preso le distanze dalla politica monetaria della Bce, spiegando che «la liquidità nei mercati non è troppo bassa, ma troppo alta». Draghi, che oggi incontrerà il presidente francese François Hollande, subisce anche la pressione dei paesi del Sud. «La politica monetaria ha iniziato a cambiare» con il pacchetto di misure annunciate in giugno, ha detto ieri il primo ministro francese, Manuel Valls. Ma la Bce «dovrà andare oltre», ha avvertito Valls. 

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