Conte: «Volevo De Rossi. Juve? Respinto due volte»

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Antonio Conte a 360° nell’intervista rilasciata in esclusiva a Sky. Il ct della Nazionale ha svelato un retroscena riguardante il suo primo anno da allenatore della Juve: “Mi sarebbe piaciuto avere De Rossi, ma mi disse di no”.

PALLONE D’ORO ALLENATORI “E’ un bellissimo riconoscimento per il lavoro svolto, per i successi ottenuti. E’ una spinta maggiore per fare ancora meglio in futuro. E’ un momento difficile e tutti dobbiamo adoperarci a far funzionare un meccanismo che si è inceppato”.

ESSERE CONTE – “Le aspettative nei miei confronti sono sempre alte. Quando ero alla Juventus pure… Io ho partecipato due anni in Europa, siamo arrivati tra le prime otto. Oggi è un obiettivo dichiarato. L’anno scorso abbiamo raggiunto la semifinale di Europa League, eppure viene visto tutto come un fallimento. Questo mi sprona, mi dà più forza nel cercare sempre il meglio. Quando ti abitui troppo bene, poi si aspetta sempre la vittoria”.

PIRLO CONVINTO “C’è stata grande disponibilità da parte sua ad essere presente nel progetto sia come calciatore quando viene chiamato in campo, sia nel caso non dovesse giocare. Dunque come uomo-spogliatoio, che condivide l’idea di calcio passata insieme in questi tre anni”.

L’EREDITA’ DI BUFFON“Difficile. Anche se oggi, a livello di età, posso pensare che un Perin possa fare cose del genere perché anche lui ha iniziato giovanissimo. Ha toccato quota 500 partite ed è straordinario. Merito a lui e alla sua professionalità. E’ un grande uomo ancor prima che un grande calciatore. E questo mi rende sereno, perché è il capitano”.

DE ROSSI“Quando sono arrivato alla Juventus mi sarebbe piaciuto averlo, ci ho provato ad averlo ma lui pensa soltanto alla Roma come unica squadra italiana. Daniele ha sentito tanto la delusione dell’eliminazione dal Mondiale. E’ molto attaccato alla maglia azzurra, ed è un esempio per i più giovani. I più anziani sono un ottimo esempio, io vorrei fare un mix di esperienza e nuove leve per arrivare agli Europei con una squadra competitiva”.

BALOTELLI OUT“Le convocazioni devono essere meritate. Non ci sono preclusioni nei confronti di nessuno, ma chi viene in Nazionale deve volere indossare questa maglia. Vince la squadra e non il singolo, è la squadra che esalta il singolo e non il contrario. A meno che tu non sia Messi o Maradona…”.

PARAGONI SCOMODI“Mi dispiace ci siano questi confronti anche se viene normale. E’ iniziata una nuova era, ed è giusto che sia la Juventus di Allegri. Ho provato ad andare due volte a Vinovo, ma sono stato respinto. La prima volta dovevo dare quando c’è stato il sorteggio dei gironi ma non c’erano né il presidente, né il direttore. La seconda volta era alla vigilia della gara con l’Udinese ma hanno preferito – e lo capisco – di no. Sarà un piacere tornare”.

TOTTI VS JUVE – “Sono l’allenatore della Nazionale, guardo in maniera distaccata le situazioni. Volevo anche stemperare la situazione perché avevamo due match di qualificazione. Il duello per lo scudetto sarà tra Juventus e Roma, e da qui alla fine ci saranno altri scontri dialettici. Sicuramente bisogna far passare messaggi positivi”.

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