Conte: “Tornare allo Stadium è stata un’emozione fortissima”

ANTONIO CONTE

Antonio Conte ha fatto il pieno di affetto. Anche Roy Hodgson l’ha richiamato in sala stampa quando già se ne stava andando, per abbracciarlo davanti a tutti. Il c.t. azzurro, per tutta la partita, ha gesticolato, incoraggiato, sofferto, quasi soffiato per spingere alle spalle di Hart il pallone colpito da Pellè. Alla fine, non ha vinto l’amichevole con l’Inghilterra, ma la sua partita personale sì: “Per me è stata un’emozione fortissima tornare allo Juventus Stadium. E’ stato un tuffo nel passato bello e importante, che non potrò mai dimenticare – spiega dopo l’1-1 della Nazionale a Torino -. Già ieri all’allenamento mi sono ricordato delle cose che ho fatto tante volte negli ultimi tre anni. Il cancello, lo spogliatoio, la panchina con quella zona d’erba consumata dal mio muovermi avanti e indietro… sono ricordi indelebili”.

IL PASSATO CHE RITORNA — Inevitabili le domande sull’incontro coi vertici bianconeri, dopo le polemiche e i giorni “bulgari” agitati: “Con Agnelli e Marotta ci siamo visti prima della partita, è stato un piacere come sempre, siamo tornati al passato – racconta -. L’incidente con John Elkann? Non abbiamo parlato, per me è un episodio già chiuso”.
IMBATTIBILI — Poi si passa all’analisi del match: “Spiace per il pareggio perché potevamo raccogliere di più viste le occasioni, ma sono contento perché ho avuto la possibilità di vedere tanti giocatori nell’arco dei 90 minuti. Dobbiamo credere in questi ragazzi, aspettarli, avere pazienza e farli crescere, anche attraverso partite come questa. Ora dobbiamo cercare di dare più continuità al nostro gioco. Nel secondo tempo è subentrata un po’ di stanchezza, che ci è costata il gol subito. Già non mi era dispiaciuta l’Italia in Bulgaria, lì abbiamo fatto la partita e preso due gol in contropiede. Oggi era un’amichevole di lusso contro una squadra forte, rodata e con giocatori di alto livello internazionale. L’Inghilterra quest’anno aveva vinto 7 partite su 7, sia noi che i nostri avversari abbiamo mantenuto l’imbattibilità. Risultato giusto, credo che la gente abbia visto una partita piacevole. Solo nella seconda parte di gara ci siamo abbassati un po’ troppo”.
VERSO EURO 2016 — A chi gli chiede a che punto sia il suo progetto azzurro, Conte risponde così: “E’ prematuro dare percentuali. Stiamo allargando il parco giocatori, abbiamo ragazzi che devono fare un percorso e prendere anche qualche ‘musata’ forte per crescere. Hanno orgoglio questi ragazzi, ci tengono alla maglia azzurra. Pellè ha mostrato che l’esperienza internazionale serve tanto, mentre Valdifiori, Soriano e anche Eder sono nomi che si sono proposti molto bene nell’ultimo periodo. Valdifiori è l’esempio perfetto di quanto l’impegno di un giocatore valga più del curriculum… ha giocato un grande match, nonostante fosse all’esordio assoluto in maglia azzurra”.
BALOTELLI E GLI ALTRI — Da ultimo, la mano tesa agli esclusi: “Non vedevo i giocatori da quattro mesi, certe giocate col tempo vengono spontanee, io cerco di dare un’impronta che ci porti a essere ‘squadra’ e non ‘selezione’ – è l’idea del c.t. -. Balotelli? Sono sempre attento a ciò che succede in tutti i campionati e non chiudo la porta a nessuno, non posso nemmeno permettermelo. Una chance ce l’hanno tutti quelli che dimostreranno nel loro club e anche qui di volere la maglia azzurra. Balotelli, Borini, Giovinco e Osvaldo non sono tagliati fuori, ma devono lanciare messaggi importanti. Noi saremo pronti a raccoglierli”.
Gazzetta dello Sport