Conte si allontana, ma i tifosi non ci stanno

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Nessun riavvicinamento tra la Juventus e Antonio Conte. Eppure i tifosi ancora credono che il tecnico possa rimanere e domenica, nella giornata della festa – con la partita contro il Cagliari per il record dei cento punti, la premiazione e la sfilata per Torino sul pullman scoperto -, lo invocheranno a gran voce, com’è facile immaginare. Se alla fine Conte dovesse davvero lasciare i bianconeri, restano quelli del piano B senza ancora un vero e proprio favorito: si va da Mancini (impegnato a Roma, si è limitato a dire: «Non conosco bene la situazione, io sono al Galatasaray») ad Allegri, passando per Montella («L’interessa di Milan e Juve? Non ne so nulla, forse ho parlato troppo. Sino a prova contraria io l’anno prossimo sarò l’allenatore della Fiorentina», ha tagliato corto il viola che ha una clausola rescissoria), Mihajlovic, Donadoni, Spalletti (che Marotta portò al Venezia) e la suggestione Zidane (il Bordeaux gli ha offerto un biennale per dubuttare come allenatore responsabile). Insomma, un bel rebus. L’impressione di molti è che Conte abbia deciso e sia uscito allo scoperto, nella capitale, perché il club non lo seguirà nelle richieste di rafforzamento («così non si può vincere la Champions, io non regalo illusioni», la sua sintesi). Il club sarebbe anche irritato per certe affermazioni sul vendere fumo. I tifosi, invece, credono ancora che il tecnico possa restare e domenica lo urleranno. Fino all’ultima speranza. Intanto, per Antonio Conte serata benefica con Massimo Carrera e Angelo Alessio alla fondazione Sandretto Re Rebaudengo con sfida a calciobalilla.

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