Conte rivoluziona l’Italia

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Conte ribalta la sua Nazionale. La prestazione opaca contro Malta spinge il commissario tecnico a mischiare le carte in tavola. Escludendo le prove degli «inglesi» Pellè e Darmian – e del laziale Candreva – gli azzurri hanno deluso in blocco: sotto ritmo, fuori condizione, con scarse motivazioni. Domani sera a Palermo servirà la miglior Nazionale per blindare la vetta della classifica contro una Bulgaria priva di ambizioni: il discorso qualificazione per loro è già chiuso. Il tecnico salentino è rimasto negativamente impressionato dalla condizione fisica di Pirlo: il regista è apparso sotto tono, poco dinamico, domani sera rischia di restare a guardare; la condizione atletica dell’ex juventino è precaria, il campionato statunitense è poco allenante e non lo aiuta a trovare quell’intensità necessaria per mantenere il passo con la vecchia Europa. Il fuoriclasse – dopo aver vinto tutto nella propria carriera, ha fatto una scelta di vita: l’obiettivo è quello di arrivare al prossimo Europeo francese, ma di questo passo non si va lontano. L’archi star del centrocampo azzurro si dovrà guadagnare la convocazione, intanto domani sera potrebbe accomodarsi in panchina. «Pirlo è un campione, ha fatto una scelta americana, ma se in questi mesi le prestazioni mi daranno segnali diversi cambierò anche io la mia idea».
Il tecnico salentino non regala niente a nessuno, e mette in guardia il regista dei New York City che resta una pietra miliare della formazione, ma come tutti dovrà guadagnarsi un posto in Nazionale sul campo, con prestazioni all’altezza. La rivoluzione di Conte parte dalla difesa dove Criscito dovrebbe sostituire Pasqual. Cambia anche il centrocampo, dove De Rossi, Florenzi, Candreva, Parolo e Soriano si candidano per un posto. «Farò molti cambi – ha confermato il commissario tecnico – non è possibile in questo periodo della stagione disputare due incontri in tre giorni, almeno per molti». Tra i pochi meritevoli di riconferma c’è Graziano Pellè, l’«homo novus» dell’Italia di Conte: tre gol in cinque presenze, numeri importanti, una candidatura per il ruolo di principe azzurro. Ma nel reparto avanzato c’è Immobile che scalpita, e Zaza che vorrebbe trovare spazio. Ma i due attaccanti nelle rispettive squadre di club sono in panchina, e alla lunga questo per loro potrebbe rappresentare un problema. «Per i calciatori che non giocano la nazionale potrebbe essere a rischio». Il pensiero di Conte è chiaro a tutti, prima di vestire la maglia azzurra è necessario far bene con la squadra di club. Altrimenti, rivoluzione.

IL TEMPO