Conte non rischia Tevez: a Udine largo a Giovinco

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Fosse per lui, giocherebbe sempre. E allora, quando oggi Antonio Conte gli chiederà se se la sente, Carlitos Tevez gli risponderà probabilmente: «Sì, mister». Questa volta però l’allenatore della Juve potrebbe anche non ascoltare l’Apache e mandarlo in panchina a Udine. Troppo importante l’argentino nello sprint finale, troppo determinante per rischiare di perderlo. Tevez ha ancora un fastidio all’adduttore e stasera potrebbe restare fuori: al suo posto giocherebbe Sebastian Giovinco, provato insistentemente nell’allenamento di ieri in coppia con Llorente.

Re dei bomber Tevez finora ha saltato solo le trasferte sul campo del Genoa (1-0) e del Napoli (0-2). Nelle due partite giocate senza di lui la Juve ha segnato solo su punizione con Pirlo. Un segnale abbastanza chiaro che Conte non può ignorare. Ma il tecnico non vuole correre rischi, anche perché la Juve insegue un doppio obiettivo e la presenza di Tevez è fondamentale pure in Europa League. Ieri Ciro Immobile ha staccato nuovamente l’Apache in classifica cannonieri: 19 gol a 18. Toni e Higuain sono arrivati a 17 e quindi sono in piena corsa per il titolo di re dei bomber. Carlitos ha sempre spiegato che non gli interessa la leadership tra i marcatori e che la sua unica ambizione è spingere la Juve verso lo scudetto. Ma è chiaro che non gli dispiacerebbe festeggiare la sua prima, splendida stagione italiana con una soddisfazione personale. Conte ieri ha sottolineato di fare sempre «scelte ponderate in maniera scientifica». Oggi, però, sarà in difficoltà: mandare Tevez in campo e correre un rischio (seppure calcolato) o affidarsi a Giovinco? Una decisione che il tecnico, dopo aver ascoltato Carlitos, prenderà da solo.

Senza paura E solo contro tutti, Antonio Conte sta parecchio bene. Il rumore dei nemici, per dirla con Mourinho, lo carica. Nel clima di tensione si trova perfettamente a suo agio. Le sottili provocazioni che arrivano da Roma, quindi, non lo scompongono affatto. Garcia dice che la vittoria dei giallorossi sull’Atalanta mette pressione alla Juve? Questa la risposta di Conte: «Ho detto e ridetto in passato che lo scudetto non era vinto. E le mie scelte di formazione nascevano proprio da questa considerazione. Evidentemente, se adesso tutti sono convinti che il campionato sia riaperto, ho ragionato nel modo giusto. Sapevo che la Roma non avrebbe mollato: è una rivale forte, ma non ho paura». Sempre Garcia ha detto che la Roma si sente sola contro tutti. A Conte in questo caso scappa un sorriso: «È una sua idea. E comunque per loro è un pensiero sporadico, per noi è sistematico. La Juve da sempre è sola contro tutti». Oggi è soprattutto contro l’Udinese e probabilmente non giocherà Arturo Vidal: «Valuteremo se rischiarlo, ha questo dolore al ginocchio che va monitorato. Dovremo stare attenti perché chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita». La partita della vita con la maglia bianconera non l’ha ancora fatta Osvaldo, ma Conte lo coccola: «Daniel si applica molto in allenamento. Ha avuto poco tempo per assimilare le situazioni di gioco e ha dovuto lavorare parecchio dal punto di vista atletico, ma è sempre disponibile. Sono sicuro che ci darà una mano importante in questa fase decisiva». In effetti è la prima volta che la Juve di Conte arriva a fine aprile in corsa sia in Italia sia in Europa: «L’annata è stata stressante, ma il momento è esaltante e questo ci deve dare forza per lo sprint. Sarà un’esperienza per tutti: per la società, per me, per i giocatori». Ieri Conte è tornato a parlare alla vigilia di una gara di campionato dopo quasi tre mesi: «Ho voluto far riposare la voce per averla a fine campionato». L’impressione è che abbia qualcosa da dire, ma che non sia giunto ancora il momento.

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