CONTE-JUVENTUS ECCO I MOTIVI PER DIRSI ADDIO

ANTONIO CONTE

TORINO Stessa spiaggia, stesso mare. E stesso periodo. Riavvolgendo il nastro sembra di essere tornati ad un anno fa. La Juve aveva appena vinto il secondo scudetto consecutivo e Conte manifestava evidenti mal di pancia. Segnali d’insofferenza. Resta. Non resta. Dubbi, incertezze, perplessità. Questa volta però potrebbe pure non finire con una stretta di mano fra il tecnico e il presidente come avvenne dodici mesi fa. Le prossime ore saranno decisive. 
VITTORIE E STANCHEZZA
Con quella faccia un po’ così, «stanca», per sua stessa ammissione, con quelle parole dette e non dette nel post partita contro l’Atalanta, che tanto hanno alimentato cattivi pensieri nel popolo bianconero e non solo, Antonio da Lecce, «ero, sono e sarò sempre juventino» (ipse dixit, una dichiarazione d’addio?), ha ufficialmente aperto lo stato di crisi, «rovinando» di fatto quella che doveva essere solo una serata di festa. Punto primo: Conte è stressato. Non sopporta più le pressioni. «Le aspettative crescono e la crisi economica è uguale». Punto secondo: gli chiedono di vincere la Champions senza i soldi delle big. «In tre anni abbiamo conquistato tre campionati, collezionando 267 punti in campionato. Meglio di così non si poteva fare, abbiamo raschiato il barile, invece qualcuno ha storto il naso quando siamo stati eliminati dal Benfica, parlando solo di una buona stagione e non di storica e straordinaria». Punto terzo: il suo contratto scade nel 2015, guadagna 3,5 milioni netti. Il Monaco ha bussato alla sua porta offrendogli 7 milioni a stagione. Tradotto: e se fosse pure un problema di soldi, di ambizioni (non ha mai nascosto di voler allenare all’estero, in un top club. Con tutto il rispetto, ma non il Monaco). Uno più uno più uno: uguale divorzio? 
L’INCONTRO
Conte e i dirigenti si parleranno. La società ribadirà la linea di calcio sostenibile tracciata da Agnelli: vincere tenendo a posto i conti. Insomma non spenderanno 40/50 milioni per un solo top player. Marotta è stato chiaro: la rosa sarà rinforzata. Nani, Sanchez, Menez, Cuadrado, Evra, Paletta, i nomi che circolano da settimane. Arriveranno giocatori di qualità, capaci di interpretare il 4-3-3 o il 4-2-3-1 un modulo più europeo. Il tecnico ha chiesto di rivoluzionare la rosa, cedendo diversi giocatori che hanno dato tutto soprattutto dal punto di vista mentale, di blindare Pogba e Vidal, e di fare un mercato da Champions. La società vorrebbe continuare con Conte, ma alle sue condizioni. Il piano B? Klopp l’identikit ideale. Mancini, Spalletti e Allegri le alternative.

IL MESSAGGERO