Conte in Azzurro? mi piace

Antonello Angelini

Antonio Conte nello spogliatoio di Udine urlava al microfono “sto godendo” . Si riferiva a Materazzi che a Perugia nel famoso acquitrino battè la Juventus regalando lo scudetto alla Lazio. Proprio l’ ingrata Lazio e Poborsky regalarono il 5 maggio 2002 uno degli scudetti più belli tra i 32 vinti dalla Juventus. Pietro Sermonti attore e nipote dell’ Avvocato  Agnelli ,dichiarò di aver chiamato il suo gatto “5 maggio” in ricordo di quella goduria.  Non bastarono due gol regalati dalla Lazio nel primo tempo e non bastarono 6 punti di distacco a 6 giornate dalla fine con calendario in discesa per l ‘Inter. Atalanta, Brescia e Chievo oltre ad una Lazio senza obbiettivi bastarono a rendere la vita talmente difficile all’ Inter di Ronaldo che arrivò addirittura terza , superata nell’ ultima giornata anche dalla Roma.  Ecco il concetto di godimento è quando ricacci in gola all’ avversario il grido di vittoria. Ebbene io sto godendo per Conte in Nazionale. Vedere i romanisti che sui social media impazziscono di rabbia , seguiti da interisti e altri , dopo che avevano esultato per l’ addio di Conte alla Juventus, è per me il punto apicale del mio piacere. Leggere “Repubblica” con Maurizio Crosetti che impazzisce tanto da scrivere un articolo di puro rosicamento , mi fa rotolare dalle risate. Addirittura allude (non ha gli attributi di affermare ) che Conte si possa far condizionare dallo sponsor Puma nel chiamare i giocatori in Nazionale. Crosetti unisce in sé stesso  due grandi doti : lavorare a Repubblica ed essere un grande rosicone antijuventino. Per questo Alex Del Piero non avrebbe mai dovuto scrivere il libro con lui.  
Detto questo auguro a Conte di avere successo in nazionale , di vincere o almeno fare un bel piazzamento, guadagnare tanto come merita e di obbligare ancora una vola i tanti Crosetti che popolano l’ Italia a salire sul carro dei vincitori, con voli pindarici per dire tutto il contrario di quello che hanno sostenuto tempo prima. Ma a questo siamo abituati e faremo in modo da ricordarlo noi, agli spesso smemorati tifosi.

Antonello Angelini
Il Tempo