Conte, eurofebbre e calcio alle critiche Vidal salta i quarti

Antonio Conte

La febbre del giovedì sera non sarà affascinante come quella del sabato, ma è comunque un film di sicuro successo. Al fischio finale Antonio Conte salta e balla come John Travolta, il sottofondo musicale è organizzato dai tifosi della Juve che festeggiano la qualificazione. Poi il tecnico corre negli spogliatoi, si complimenta con la squadra e sale veloce sul pullman. Ha la febbre e non parla, chiedendo scusa ai giornalisti attraverso l’ufficio stampa. Un certo malessere, comunque, Conte lo covava da qualche giorno. Il tecnico della Juve aveva ritenuto ingiuste le critiche ricevute dopo l’andata e più in generale gli appunti sulla gestione del turnover: alcune piccate risposte nella conferenza della vigilia l’avevano evidenziato. La vittoria di Firenze per lui è stata una grande soddisfazione anche perché ha ottenuto il risultato sperato senza piegarsi ai ragionamenti di chi considera obbligatorio provare a vincere l’Europa League per una squadra che ha un ampio vantaggio in campionato.

Mentalità Al posto di Conte ha parlato Angelo Alessio, protagonista da giocatore nella finale di Coppa Uefa Juve-Fiorentina del 1990: «Mi porta bene la formazione viola. Scherzi a parte, facciamo i complimenti ai nostri avversari ma la qualificazione è meritata. All’andata avevamo costruito molto più di loro e qui abbiamo gestito bene la gara concedendo qualcosa solo all’inizio». La Juve temeva Cuadrado, che però è rimasto molto «basso»: «Il colombiano ha spinto poco – osserva Asamoah, che se lo trovava di fronte sulla fascia – e questo per noi è stato un vantaggio. Nella ripresa io e Isla abbiamo attaccato di più». Bonucci applaude la prestazione e la mentalità della Juve: «Il gol di Pirlo è stato il coronamento di un’ottima prestazione. Abbiamo sbagliato qualche gol, ma siamo stati bravi a tenere alta la concentrazione. Siamo una grande squadra e vogliamo vincere l’Europa League».

Paura di nessuno Arturo Vidal lascia lo stadio gustandosi un gelato: «Più buono dei due gol che mi sono mangiato… Peccato… Ma contava solo vincere e ci siamo riusciti. Pirlo è un campione, il migliore con cui ho giocato. Sarò squalificato all’andata dei quarti, mi riposerò e mi allenerò per essere al 100% al ritorno e nei turni seguenti». Paul Pogba si gode la serata: «Ci siamo ricordati il 4-2 del campionato e abbiamo giocato diversamente: ci abbiamo messo voglia, cattiveria, motivazione. Nello spogliatoio adesso siamo contenti, c’è molta gioia. Io cercherò di imparare a calciare come Pirlo: ha un piede d’oro». Oggi c’è il sorteggio, Paul non se ne preoccupa: «Non importa chi troveremo, non c’è una squadra che vorrei evitare. Noi facciamo il nostro calcio e non abbiamo paura di nessuno: siamo la Juve».

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