Conte e la panchina d’oro

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La Nazionale, Conte, Tavecchio, i legali e gli sponsor. In campo c’è ancora un po’ di confusione, che oggi verrà spazzata via da una telefonata. Ad accendere il cellulare sarà per la seconda volta il nuovo presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, a rispondere ancora l’ex tecnico bianconero Antonio Conte. La partita che potrebbe portare sulla panchina azzurra l’allenatore campione d’Italia con la Juve nelle ultime tre stagioni è arrivata al punto di non ritorno: il tempo delle riflessioni è scaduto, entro lunedì la Figc annuncerà il nuovo ct della Nazionale, così la giornata che apre al Ferragosto si presenta da dentro o fuori.

Conte e Tavecchio, o meglio Conte e la Federcalcio, sono già d’accordo sulla natura che dovrà avere la panchina azzurra e allo stesso tempo più vicini sul peso economico che la guida dell’Italia può, o dovrebbe, avere. L’ex tecnico bianconero ha manifestato le proprie idee su come intende vivere il ruolo da ct e su questi temi la sintonia con Tavecchio è pressoché totale: in un eventuale contratto che legherebbe Conte all’Italia fino agli Europei del 2016 verrebbero messe per scritto le facoltà a tutela dell’azione del nuovo allenatore. Diverso è il discorso relativo all’ingaggio. Conte non intende giocare al rialzo, non ha avanzato pretese da capogiro, ma ha semplicemente sottolineato quello che è il suo valore sul mercato degli allenatori europei.

Tradotto: l’ex condottiero della Juve vorrebbe ripartire da un contratto economico che quantomeno ne ricordasse proprio il passato bianconero, perché a 45 anni e con una carriera davanti considera ogni avventura come un punto di ripartenza e non come una tappa che riporti indietro l’orologio. La Figc ha la forza per dare risposte alle considerazioni di Conte? Fino a questa sera, l’ufficio legale di via Allegri rimarrà convocato per trovare la quadratura del cerchio grazie all’aiuto dei principali investitori nelle attività della federazione: l’obiettivo è quello di richiamare Conte per comunicargli il via libera e per fissare ufficialmente l’appuntamento nella Capitale per sabato, momento della conclusione definitiva dell’eventuale accordo.

Le carte in mano alla Figc sono innovative: si parla di un contratto mai visto per un ct perché sarebbe Conte a cedere i propri diritti di immagine a un pool di aziende legate da accordi commerciali con la federazione e, poi, quest’ultime avrebbero la possibilità di utilizzare la stessa immagine del tecnico. Questa strada, a cui sta lavorando per l’ex bianconero l’esperta in materia Giulia Mancini, permetterebbe di risolvere la questione ancora in sospeso: la Figc metterebbe in campo una cifra di circa 1,7 milioni di euro a stagione, gli sponsor si spingerebbero fino ad oltre 2,5 milioni, per un totale che supererebbe quanto il tecnico percepiva a Torino senza che la Federcalcio sconfini dai propri limiti di budget.

Quello che prende forma è intanto l’organigramma del Club Italia, fino a due mesi fa a guida Albertini: la nomina del coordinatore della Nazionale e dintorni è un crocevia importante soprattutto perché si parla di un ruolo che dovrà convivere a stretto contatto con la figura del ct. Se, per un attimo, pensiamo all’affare Conte come concluso positivamente, all’ex bianconero farebbe piacere assegnare la guida del Club Italia a due sue vecchie conoscenze dei tempi azzurri, Paolo Maldini o Fabio Cannavaro.

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