Conte carica Juve e tifosi “Chi vuole andare a teatro, stia a casa”

Juventus' coach Conte looks on before their Italian Serie A soccer match against Pescara at the Juventus stadium in Turin

Prima regola, non sbagliare il campo di battaglia, domani per il ritorno di Europa League, contro il Benfica: «Dentro lo Juventus Stadium so che saremo in dodici – mette in chiaro Antonio Conte – perché mi aspetto un grande tifo, dalle curve e dalle tribune, una bolgia. Lo dico subito: chi volesse venire a teatro, deve restare a casa». Volendo, c’è sempre il Regio o il Carignano. Ma allo Juventus Stadium, altra musica.

Ai tempi di Siena, in un’invettiva diventata rap di gran successo su youtube, si scagliò contro i gufi, qui bandisce i silenti: non solo lui dovrà uscire senza voce.

La richiesta del tecnico non è casuale, se tra cuore, testa e gambe, ovvero i lego della vittoria, alla Juve restano soprattutto i primi due componenti: umanamente, dopo 51 partite stagionali (nazionali escluse) le ossa sono ammaccate e i muscoli usurati. «Ma l’entusiasmo per questo periodo esaltante – racconta Conte – può sopperire al dispendio fisico, che anche a Reggio Emilia è stato notevole. Non è semplice, ma so cosa può accadere per fare l’impresa contro il Benfica». Anche se poi si dovrà pur sempre giocare a pallone e il solo carattere non sarà sufficiente: «Perché se bastasse quello – sorride l’allenatore bianconero – sarebbe sufficiente mettere in campo undici leoni per sbranare l’avversario».

E invece, per assemblare una squadra vincente, come la Juve, serve altro: «Il carattere, certo, ma pure l’organizzazione, il lavoro, la mentalità». Il morale gonfiato dalle vittorie, e dal prossimo scudetto, e il baccano dell’arena dovranno restituire le forze perdute. Siamo all’ultimo sforzo, riflette la Juve, che ieri s’è allenata in modo leggero e che oggi farà il vero collaudo prima del Benfica. Anche crash test fisici visto che Barzagli è frenato dalla borsite al tallone e Vidal deve verificare le condizioni del ginocchio. Il difensore dovrebbe lasciare il posto a Caceres mentre il cileno potrebbe soffiarlo a Pogba, meno splendente di Marchisio.

Più del fisico, magari potranno le motivazioni: «Anche la partita con il Sassuolo ha consumato tante energie psico-fisiche – ripete Conte – e questo è un periodo stancante, ma può essere esaltante: le vittorie possono restituire le forze, così come il calore del pubblico». Quello che mancherà al Benfica, che avrà però il vantaggio di un’andata vinta 2-1, oltre a quello del recente curriculum: finora in Europa League i portoghesi hanno sempre segnato e vinto, in trasferta. Dove però avevano sempre giocato il primo round.

Del resto, le statistiche sono scritte anche per essere stracciate, come i record che i bianconeri stanno calpestando, in campionato. Anche se a Conte, ma dev’essere il pensiero della Juve intera, interessa aggiornare l’albo d’oro e non il libro dei guinness: «Sapete benissimo che a me dei record interessa poco – dice l’allenatore – perché prima di tutto voglio centrare l’obiettivo e scrivere una pagina storica per la Juve». Prendendosi scudetto, a giorni, e l’Europa League, il 14 maggio: nell’attesa, sarebbe il caso di andare in finale, domani sera.

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