Conte avverte: «Siamo grandi ma non mi fido La Roma è viva»

Antonio Conte

La Juve ha sempre vinto allo Stadium, 16 partite e 16 successi, e ha battuto tutti gli avversari dal decimo posto in giù. Non poteva che rientrare nella normale amministrazione anche il posticipo contro il Livorno. Parlare di passeggiata sarebbe irriverente nei confronti dell’avversario, ma la Juve all’ora dell’aperitivo ha la stessa fame di mezzogiorno o delle 21. E questa volta non ha bisogno di strafare: bastano tre minuti di Llorente per addomesticare l’avversario e rifiatare in vista del giovedì di Coppa. Tiene l’adduttore di Tevez, acciaccato alla vigilia, rientrerà Vidal dopo il riposo per squalifica. Buone notizie sui due fronti per Conte, un messaggio alla Roma se mai nella Capitale si fossero illusi.

Non mi fido «La Roma non molla e noi neppure, non mi fido, non è nella nostra filosofia, ci sono ancora sei partite, 18 punti sono tanti, non è chiuso niente» spiega Conte. «Dovremo essere bravi a gestire bene le risorse, le energie in campionato e Coppa e arrivare al traguardo. Sarà difficile migliorare in futuro i record di questa Juve». Ora la testa va al Lione, la semifinale è a un passo. «Abbiamo voglia di arrivare in semifinale. Non sarà facile, il Lione domenica ha vinto e ha tanti giocatori bravi ad attaccare gli spazi. Abbiamo bisogno del calore, della bolgia del nostro pubblico da qui a fine stagione». Un solo appunto ai suoi a proposito della gara appena archiviata. «Ho ricordato ai giocatori che se continuavamo ad attaccare in sette senza equilibri rischiavamo di prendere gol, e a questo punto della stagione subire un gol può rompere i sottili equilibri psicologici».«Avevamo tutto da perdere – commenta Chiellini –, stiamo dando una continuità impressionante, da metà febbraio a oggi giochiamo tanto. Un passo falso era fisiologico. Siamo stati bravi, manca ancora tanto ma le giornate cominciano a calare. Scudetto e Coppa, il traguardo si avvicina. I 13 gol di Llorente non mi sorprendono, ha ancora ampi margini di miglioramento».

Spinelli ai saluti «Siamo partiti con lo spirito giusto ma poi bisogna fare i conti con Buffon, con la Juve, con le giocate di Llorente – il commento del tecnico del Livorno, Mimmo Di Carlo –. Giocando con spirito di squadra e velocità possiamo salvarci». Il presidente dei toscani Aldo Spinelli prima dell’inizio aveva predetto il risultato finale di 2-0. «La Juve è di un altro pianeta, i giocatori sono fisicamente il doppio dei nostri. La nostra partita della vita è domenica contro il Chievo», le parole di Spinelli, che ha anche confermato l’intenzione a fine stagione di passare la mano. «C’è un livornese che vive a Roma che sarebbe interessato alla società, anche per questo farò di tutto per restare in Serie A».

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