Confermato il deficit discesa più lenta per il debito pubblico

CRISI 2

Conferma dell’obiettivo di deficit per quest’anno (2,5-2,6 per cento in rapporto al Pil) ma possibile rallentamento del percorso di discesa del debito pubblico a causa dell’accelerazione dei pagamenti verso i fornitori della pubblica amministrazione. Sui conti pubblici è questo l’approccio che il governo si appresta a formalizzare nel Def, il documento di economia e finanza all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani. La settimana successiva sarà la volta del decreto legge con il quale potrà partire da maggio la riduzione del carico fiscale in busta paga per i lavoratori dipendenti. Anche se le ultime simulazioni sono ancora in corso è molto probabile che l’intervento si concentri sui lavoratori con retribuzione lorda fino a 25 mila euro (per i quali il beneficio di 80 euro al mese sarà pieno) mentre al di sopra di questa soglia il beneficio si ridurrà rapidamente fino ad azzerarsi.
POSSIBILE TRATTATIVA
Quanto all’Irap pagata dalle imprese e dai lavoratori autonomi, il suo alleggerimento sarà definito in un provvedimento successivo: se questo arriverà prima dell’autunno, i contribuenti interessati potranno beneficiare dello sgravio con il secondo acconto di novembre; se invece la misura sarà inclusa nella legge di stabilità, allora avrà effetti in termini di cassa solo con il saldo versato nel 2015, anche se il beneficio si riferirà contabilmente all’anno fiscale 2014. In ogni caso l’entità dello sconto sarà limitata al 5 per cento per quest’anno, mentre dovrebbe raddoppiare a regime a partire dal successivo. Da definire la modalità di intervento.
Per il momento dunque l’Italia non ha intenzione di chiedere particolari deviazioni dal percorso concordato a livello europeo, che prevede tra l’altro un rapporto disavanzo/Pil non superiore al 2,6 per cento nel 2014. Per l’anno 2015 è indicato nel Def un valore pari all’1,8. Il tempo per un’eventuale trattativa sarà la seconda metà dell’anno, quando al nostro Paese toccherà la presidenza di turno dell’Unione europea. Si pone il tema del debito pubblico: l’obiettivo di ridurne l’incidenza contrasta in parte con la necessità di accelerare al massimo i pagamenti dovuti dalle amministrazioni centrali e locali ai loro fornitori, che al contrario vanno ad aumentare il debito (perché nella grande maggioranza dei casi gli enti interessati non sono in grado di farvi fronte con le proprie disponibilità). Di questa situazione si dovrebbe prendere atto nel Def, anche se un effettivo rallentamento del percorso di discesa avrà bisogno di altri passaggi, sia presso l’Unione europea sia in Parlamento, in base a vincoli più restrittivi imposti dall’articolo 81 della Costituzione.
Nel Def sarà indicata in forma esplicita anche la volontà del governo di procedere con la revisione della spesa pubblica che dovrà assicurare già dal 2014 risparmi compresi tra i 4 i 5 miliardi di euro: sarà quindi inclusa nel documento una versione aggiornata del piano del commissario Carlo Cottarelli.

Il Messaggero