Comunione ai separati la telefonata del Papa: non c’è niente di male

Papa Francesco a San Pietro

CITTÀ DEL VATICANO In assenza di smentite che solo Papa Francesco potrebbe fornire, c’è una notizia che sta facendo il giro del mondo alimentando attese e speranze a proposito di una imminente svolta della Chiesa a favore della comunione ai divorziati risposati. Argomento spinosissimo, lacerante, e persino all’origine di scontri tra gli stessi cardinali. In autunno, al termine del Sinodo sulla famiglia, Papa Bergoglio scioglierà un busillis canonico non indifferente: come conciliare l’indissolubilità del matrimonio con l’aumento esponenziale del numero dei divorzi? Gli schieramenti sono già pronti a confrontarsi, da una parte i teorici della ‘misericordia’ che vorrebbero introdurre soluzioni alternative; dall’altra, invece, i difensori della dottrina così come finora è stata tramandata. Accoglienza ai separati, ma niente comunione. Sull’annoso dibattito che sta arroventando il clima generale è deflagrata la notizia di una telefonata di Papa Bergoglio a una donna argentina, sposata a un uomo divorziato, che ha immediatamente innalzato le attese. «Il Papa mi ha chiamato e mi ha detto che un divorziato non fa male a prendere la comunione». Jaqueline Zabeta Lisboa (della città di Santa Fe), riferiscono diversi siti latinoamericani, aveva scritto in Vaticano una lettera esprimendo infinito dolore per non potere accostarsi alla comunione a causa dell’atteggiamento intransigente dei parroci. Il marito della signora, Julio Zabeta, su Facebook aggiungeva: «Ci è accaduta una cosa molto bella dopo la nascita delle mie figlie. Una chiamata di papa Francesco; è stata un’emozione molto grande e stavamo per cadere per terra». 
DECISIONI
In Vaticano non hanno voluto confermare la telefonata, anzi, si sono limitati a fare notare che per ora «sembra una storia sempre meno credibile» forse perché rimbalzando da un sito a un altro, fino a varcare i confini dell’Atlantico, la storia pare abbia subito alcuni ritocchi. Ma al di là del caso tutto da verificare, la comunione dei divorziati risposati resta uno dei grandi temi sul quale Bergoglio dovrà prendere una decisione, previa consultazione con gli episcopati e i cardinali. «Si percepisce molta sofferenza soprattutto da coloro che si sentono abbandonati o esclusi dalla Chiesa per trovarsi in uno stato di vita che non corrisponde alla sua dottrina» ha detto il cardinale Baldisseri, incaricato dal pontefice di raccogliere ed elaborare le risposte ai questionari sulla famiglia che sono stati inviati ai fedeli di tutto il mondo per sapere cosa pensano in merito alle coppie di fatto, ai divorziati, all’adozione dei figli da parte dei gay. Il sentiero intrapreso dal Papa, che sembra voler percorrere fino in fondo, è di incoraggiare i parroci e i vescovi a valutare sempre caso per caso, senza staccare il Vangelo dalla vita quotidiana, offrendo così sollievo a tante situazioni familiari difficili ma senza alterare troppo la dottrina. Un po’ la quadratura del cerchio. Alcuni teologi ritengono possibile fare passi avanti prendendo spunto da quello che succede nella Chiesa ortodossa che permette un secondo matrimonio dopo un congruo periodo di penitenza. 

IL MESSAGGERO