Comuni Imu e Tasi insieme imposta unica al via dal 2015

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«Un’unica tassa locale che sia affidata al sindaco e che non veda più lo Stato mettere bocca». Parlando ieri agli imprenditori il premier Renzi ha rilanciato per il 2015 la prospettiva di una drastica semplificazione della fiscalità comunale. Vista l’esigenza di fare presto, il riassetto sarà agganciato al treno della legge di Stabilità, o come collegato o più probabilmente come emendamento; ma per il primo anno dovrebbe essere solo parziale, includendo l’unificazione tra Imu e Tasi e il sostanziale ritorno ad una detrazione standard per le abitazioni principali. Il totale accorpamento delle entrate comunali, compresa l’addizionale Irpef, si presenta più complesso – visti i flussi finanzari in gioco e le diverse basi imponibili – e verrebbe dunque attuato in una fase successiva.
LE SEMPLIFICAZIONI
Già dal prossimo anno però la vita dei contribuenti, nelle intenzioni del governo, si presenterà un po’ più agevole rispetto al 2014. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale il nuovo prelievo risulterebbe dalla somma delle attuali aliquote Imu e Tasi (il cui tetto complessivo è al 10,6 per mille). Per le prime case invece l’ipotesi più probabile è il ripristino della detrazione standard già prevista per l’Imu (200 euro più 50 per ciascun figlio convivente) che però potrebbe essere accompagnata da altre forme di sgravio affidate ai Comuni e basate comunque sull’indicatore Isee. La conseguente riduzione del prelievo sulle case di più basso valore catastale (fino all’azzeramento) sarà compensata da un innalzamento dell’aliquota standard, che arriverebbe ad un valore intermedio tra il 3,3 per mille (massimo) applicato quest’anno e il 4 per mille dell’Imu 2012.
Un altro aspetto su cui il prossimo anno può portare novità è quello relativo agli affittuari: l’idea su cui si lavora è cancellare la quota a loro carico per gli immobili ad uso abitativo (dove ha rappresentato un’altra complicazione) e confermarla invece – sviluppandola – per gli immobili delle imprese come i negozi. In queste situazioni il contributo dell’inquilino sarebbe accompagnato dall’assorbimento nell’imposta unica di tributi minori come quelli sulle affissioni. L’attuale intervallo del 10-30 per cento dovrebbe naturalmente essere ridotto al ribasso, applicandosi non più sulla sola componente Tasi ma su una base molto più ampia.
TEMPI STRETTI
I tempi della riforma sono stretti, anche perché c’è l’obiettivo di evitare quel che è accaduto un anno fa, quando la normativa fu più volte rivista in corsa fino all’ultimo momento utile. In questo senso sarà fondamentale la collaborazione con i Comuni: il tema potrebbe essere affrontato nell’incontro previsto per oggi, il cui tema principali sono i tagli della legge di Stabilità.
Dal governo, il sottosegretario all’Economia Zanetti ricorda che «occore porsi dalla parte dei citadini e non fare confusione tra federalismo fiscale e anarchia fiscale». Per Zanetti «il federalismo passa per i flussi delle imposte e non per la fantasia impositiva degli amministratori».

Il Messaggero