Comunali, i dati dell’Istituto Cattaneo: “Non è exploit M5s, sono in flessione”. Scontro di cifre tra Grillo e il Pd

Foto Vincenza Leonardi - LaPresse13 10 2012 EtnapoliticaBeppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metriLa Tappa sul Vulcano Etna , Tour di Grillo a sostegno di Giancarlo Cancellieri , Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione SiciliaNella Foto Beppe Grillo

Due giorni dopo il voto delle comunali, dall’analisi del voto si passa a soppesare quanto sia reale l’exploit che il Movimento 5 Stelle rivendica, sventolando in particolare il grande impatto di Virginia Raggi, premiata dal voto dei romani e attesa tra due settimane dal ballottaggio con il candidato dem Roberto Giachetti. Ma estendendo a ritroso la riflessione sul M5s oltre l’angusto orizzonte dell’urna di domenica scorsa, non è tutto oro quel che luccica.

E’ la fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo a mettere a confronto il voto delle comunali con quello delle elezioni politiche del febbraio 2013. Scoprendo così che il vero exploit appartiene al centrodestra, in recupero di ben quattro punti percentuali. A seguire, il centrosinistra che ne recupera circa uno. E i pentastellati? Sono loro a fare le spese della rimonta del centrodestra, perché è il M5s a perdere quasi quattro punti. Anche considerando che in tre capoluoghi, quest’anno il M5s non si è presentato, per l’Istituto Cattaneo “una simulazione ci ha mostrato che questo fatto non altera significativamente il risultato finale”.

Si può dunque parlare di successo del M5s solo confrontando il risultato di domenica con quello delle precedenti comunali, ma se paragonato alle politiche del 2013 l’ultima consultazione “segna per i 5 stelle un momento di stasi se non di arretramento”, laddove per centrosinistra e soprattutto centrodestra segnalano una ripresa. Con l’aggravante di un altro dato evidenziato dall’Istituto Cattaneo: il centrodestra è in recupero, eppure è proprio il suo elettorato di riferimento a rifugiarsi maggiormente nell’astensione alle elezioni amministrative, mentre quello del Movimento 5 Stelle è più fedele e radicato, con qualche eccezione come Bologna, dove risulta non pervenuto il 39% degli elettori del movimento delle politiche.

Ed è proprio alle percentuali dell’Istituto Cattaneo che si rifà il presidente del Pd Matteo Orfini per rintuzzare i toni di Grillo via Facebook: “I numeri – scrive Orfini – hanno una loro testardaggine. E allora se vogliamo analizzare davvero il voto è bene tenerne conto. Al voto andavano 24 comuni capoluogo. Il Pd ne ha vinti al primo turno 3 e arriva al ballottaggio in 17. Sono 4 quelli in cui siamo rimasti fuori. Il Movimento 5 Stelle in 6 non è nemmeno riuscito a presentarsi, in 15 rimane fuori dal ballottaggio. Su 24 comuni capoluogo va al ballottaggio solo in 3: a Roma, Torino e Carbonia”.

E ancora: “Fare il calcolo dei voti non è semplicissimo per la presenza di tante liste civiche, ma quello che è certo è che rispetto al 2013 il M5s perde mentre il centrosinistra cresce (fonte: Istituto Cattaneo). La Lega scompare, Sinistra Italiana ha un risultato deludente (parole di Fassina, non mie). Questo è il quadro oggettivo, il resto è (legittima) propaganda”.

“Siamo contenti? No. Perché rimanere ancora una volta fuori dal ballottaggio a Napoli brucia. E perché in alcuni casi ci aspettavamo di più (Latina ad esempio). Ma leggere questo risultato come un successo grillino è onestamente ridicolo”, scrive Orfini assicurando che anche a Roma, nella sfida coi 5 Stelle, “ce la giochiamo”.

Questa dunque, l’analisi alternativa del Pd in risposta a Grillo, che in precedenza aveva dato del “cialtrone” al “Bomba”, il presidente del Consiglio e segretario dem Matteo Renzi. Accusato dall’ariete del M5s di vivere “nel suo magico mondo” perché “ieri ha dichiarato trionfante davanti telecamere e giornalisti: ‘Al primo turno abbiamo portato a casa quasi mille sindaci’. Nel mondo reale invece le liste presentate dal Pd alle amministrative sono appena 123 (circa la metà di quelle del MoVimento 5 Stelle) e i candidati piddini che hanno vinto al primo turno sono 18 (non 1000), diciotto (non mille)”.

“Il Bomba – aveva proseguito Grillo – l’ha sparata gigantesca, ha alterato un dato in maniera clamorosa e grottesca come fa con la disoccupazione, con i dati economici, con gli incapienti costretti a restituire gli 80 euro. Cosa ancora più grave tutti i giornali e le tv hanno ripreso il dato senza che nessun giornalista verificasse l’esattezza dell’affermazione. È sufficiente andare sul sito del ministero e controllare: se non ti fidi controlla di persona”.

La Repubblica