Comunali a Roma, Raggi (M5S): “Voglio far star bene i cittadini”

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“Se i cittadini romani sono stanchi dei servizi che hanno noi siamo pronti a dare un nuovo volto alla città. Se invece ritengono che le amministrazioni precedenti hanno fatto un buon lavoro allora che continuassero a votare i vecchi partiti”. Esordisce così la candidata sindaco del Movimento Cinque Stelle ai microfoni di Maria Latella su SkyTg24. Capelli sciolti e giacca azzurra, l’avvocata 37enne vincitrice delle Comunarie, le consultazioni online del movimento, non ha dubbi: “Secondo noi i sondaggi non sono del tutto attendibili. Ciò che vediamo ogni giorno per strada è che molti cittadini ci testimoniano il loro appoggio. E questo vale più di mille sondaggi”, ha aggiunto parlando dei sondaggi circolati in questi giorni che la vedono in vantaggio rispetto al candidato del Pd Roberto Giachetti.

“Io mi sento pronta. Da quando sono entrata in politica, ho avuto modo di confrontarmi con la città, e di vedere anche nelle piccole cose quanto i successi siano vicini alle esigenze delle persone”.
“Quando siamo riusciti ad ottenere la proroga per la riapertura delle iscrizioni al nido, la proroga per la richiesta di esenzione dei buoni libro o la riduzione delle quote mensa, molti cittadini sono riusciti ad esercitare un loro diritto che l’amministrazione aveva troncato perché aveva preso misure non compatibili con le disponibilità dei cittadini. Riuscire a far star bene i cittadini è una cosa per noi fondamentale”, conclude.

E sulla polemica Meloni-Bertolaso dice: “Io quando ero incinta ho lavorato fino alla settimana prima del parto. Credo sia una decisione personale di ogni donna sulla quale nessuno, tranne il suo ginecologo, deve mettere bocca. Se lei sente che questo va bene per lei, va bene così”. Ma non ci sarà mai nessuno accordo con la Lega e con Meloni. “Mi permetta di trasecolare – dice – Assolutamente nessun accordo, fa parte del nostro Dna: mai con i partiti che hanno devastato l’Italia e Roma”. “Noi andiamo avanti per la nostra strada, poi se i cittadini riterranno validi i nostri programmi ci voteranno”.
Una sconfitta?”Io credo che questa sia un’ipotesi un po’ remota. I cittadini iniziano a capire quanto è importante ripulire queste città dal marcio che c’è stato fino adesso”.

“Adesso Renzi minaccia di far fallire Roma se il sindaco non è Giachetti? La trovo una manovra elettorale bassa e bieca”. “Trovo che le dichiarazioni di Giachetti, che fanno il paio con quelle di Renzi e del ministro Boschi, sono scandalose. Renzi, che è il premier non eletto di tutti gli italiani dovrebbe sapere che ha un ruolo istituzionale e le scelte che prendono non devono dipendere dal colore politico dell’amministrazione”

“Noi siamo pronti a dare un nuovo volto alla città, se poi i cittadini pensano che i vecchi partiti abbiano fatto un buon lavoro – aggiunge – continuino a votare i vecchi partiti”. Oggi “sono tutti bravi a parlare, ma l’illegalità e Mafia Capitale hanno prosperato durante le amministrazioni precedenti, nei decenni in cui Roma è stata governata dal Pd, dal centrosinistra e dal centrodestra che oggi vengano a fare la morale”, e questo “fa un po’ sorridere, se non inorridire”.

“Chiamare Acea società pubblico-privata fa un po’ ridere. Perché anche in quel caso, l’azionista di maggioranza, cioè noi, fa l’interesse dei privati. Solo quest’anno l’Acea dovrebbe chiudere con un utile di esercizio di 50 milioni. Sicuramente questo tipo di gestione è in perfetto contrasto con il risultato del referendum del 2011 perché con l’acqua non si devono fare profitti. Dobbiamo valutare come agire sul versante Acea: una cosa che faremo di sicuro è cambiare il management. E di sicuro inizieremo a fare investimenti sulle reti. E poi capiremo come agire per tutelare la volontà dei cittadini”.

E a proposito della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 osserva: “Le Olimpiadi si sono rivelate nel corso degli anni un modo per sperperare i soldi pubblici. Tantissime altre città del mondo si stanno ritirando
come Stoccolma e Oslo. Tutte le statistiche ci dicono che gli Stati si indebitano. Roma ha bisogno di puntare sul quotidiano”. “Abbiamo un sistema di trasporto pubblico che è inefficiente e addirittura la scorsa amministrazione ha deciso di tagliare le linee degli autobus – spiega – abbiamo una rete di strade devastata dalle buche, una gestione dei rifiuti fallimentare, le scuole pubbliche che cadono a pezzi. Noi dobbiamo ripartire dal quotidiano”.

La Repubblica