Colpo di Joaquin, il Napoli crolla e i viola vanno a -7

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Avvilita dall’eliminazione in Europa League a opera della non amatissima Juventus, la Fiorentina temeva di rimetterci anche il quarto posto in un turno di campionato complicato. Invece i viola sono passati a Napoli e si ritrovano a +4 sull’Inter sconfitta in casa. «Giornata perfetta», l’ha definita giustamente Montella. Anche perché il grande spavento per l’infortunio di Gomez (distorsione al ginocchio) è rientrato e perché, soprattutto, una reazione del genere, dopo la dolorosa ferita di coppa, racconta la maturità di una squadra in crescita costante.

Ciao Roma La maturità completa del Napoli invece è ancora lontana. E’ vero che ha pagato l’espulsione di Ghoulam al 38’ del primo tempo, dopo una prima parte ben giocata, ma è anche vero che il fallo su Bakic è arrivato per rimediare all’ennesima transizione difensiva sbagliata e che ancora una volta il Napoli ha trovato più la palla che la porta. Ha mostrato le solite lacune nella fase difensiva e nella finalizzazione dell’azione. Per questo la Roma è lontana 6 punti, con una partita in meno. Al secondo posto ora crede quasi solo Benitez nelle dichiarazioni ufficiali.

Viola in attesa Montella difende a 4 contro i pericolosi esterni di Benitez. Aquilani fa il vertice basso nel triangolo della mediana. Joaquin e Cuadrado ballano tra centrocampo e attacco in fase di possesso (4-1-4-1, 4-3-3) e compattano la diga in fase passiva: 4-5-1. Educata dalla Juve, la Fiorentina lascia fare la partita a un Napoli che è sempre uguale a se stesso e ci prova con buona volontà, ma nessuna delle sue eccellenze offensive appare in stato di grazia. Sembra un filo più vivo del solito Hamsik, almeno nella corsa, però gioca trattenuto dalle sue paure. Vedi il destro a giro che Insigne gli arma al 22’: un’esecuzione scolastica, senza l’antica spavalderia. Lo stesso Insigne e Callejon zampettano a vuoto, Jorginho e Inler non trovano l’idea che servirebbe a Higuain. Il passaggio migliore al Pipita lo ha fatto Reina, con un lancio alla Luisito Suarez che ha spalancato la porta all’argentino: Neto ha chiuso in volo (9’). Al San Paolo viene in dubbio: spostare Reina più avanti? La Fiorentina si accontenta di attutire, senza scoprirsi, in attesa dell’episodio buono che cade al 38’. Callejon perde palla, un lancio verticale trova la difesa scoperta (millesima volta in stagione), un incursore avversario, Bakic, sfugge alla mediana (millesima volta in stagione) e Ghoulam lo abbatte: espulso e Napoli in dieci.

Rafa, Rafa… Benitez non fa cambi: arretra Callejon terzino destro e attrezza il 4-4-1. Montella nella ripresa inserisce Ilicic per Bakic e prova a vincere con il 4-2-3-1. La Fiorentina fatica ad alzare la voce anche con l’uomo in più, Borja Valero non emana la solita luce, ma la stanchezza del Napoli in dieci monta e fa male Benitez a non soccorrerla. Opera la prima sostituzione alla mezz’ora quando Montella ne ha già fatte tre e lascia sfiancare il povero Callejon che deve arginare Cuadrado e poi correre fino alla bandierina opposta. Non a caso Montella inserisce il fresco Vargas da quella parte intuendo il lato molle. La fisicità di Behrami serviva molto prima dell’80’ in un contesto di tanta sofferenza. Higuain che gli lascia il posto esce furibondo: neppure lui ha condiviso la gestione. E alla fine la Viola passa. Matri, dopo essersi ingoiato un paio di gol da Gialappa’s, appoggia a Pasqual che trova la testa di Joaquin sul secondo palo (42’). Saccheggio restituito, dopo la vittoria del Napoli al Franchi. Spareggio fissato all’Olimpico il 3 maggio: ci sarà in palio la Coppa Italia.

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