Colosseo, nuovo sfregio incide “K” sul muro: arrestato turista russo

COLOSSEO

Ma quanto è bello visitare il Colosseo, e magari lasciare un graffito autografo come ricordo per l’eternità, sulle antiche mura della casa dei gladiatori. Non ha prezzo. L’avrà pensato ieri mattina il “signor K”, quel turista di nazionalità russa di 42 anni, incensurato, che ha voluto incidere con un sasso una grande “K” (l’ego smisurato gli avrà dettato l’iniziale del suo cognome), alta oltre venticinque centimetri e larga diciassette, su una parete in laterizio interna al monumento. La sua bella “K” l’aveva ultimata del tutto su quel bel muro ottocentesco al piano terra (lato Sud verso il Celio), quando è stato fermato da una addetta alla vigilanza della Soprintendenza ai beni archeologici di Roma. Erano circa le 10.30. La custode gli ha intimato di smettere, mentre con la radio di servizio allertava i colleghi chiedendo l’appoggio dell’autorità giudiziaria. Subito è scattato l’allarme e poco dopo una pattuglia dei Carabinieri del nucleo radiomobile è sopraggiunta. Una volta identificato l’autore del danno, i militari l’hanno arrestato per danneggiamento aggravato.
L’ARRESTO
L’uomo è rimasto trattenuto in caserma per tutta la notte, e oggi sarà processato. L’esito, come già si ipotizza, è che sia condannato e scarcerato. Ma nei confronti del “signor K” dovrebbe scattare l’iter per un risarcimento. Ma il bello di essere colti in flagranza di reato è la reazione, che ha tanto il sapore di una farsa. Con quel “signor K” che non nega nulla, anzi appare stupito di essere stato “sgridato”, come se non «avvertisse la gravità di aver deturpato un pezzo del patrimonio italiano», raccontavano ieri i custodi. Eppure, cartelli con le regole per un buon comportamento ce ne sono, a volerle leggere certo. Divieto di scrivere o incidere su muri e reperti, divieto di montare su reperti, divieto di mangiare, divieto di fumare (se non in due aree attrezzate del monumento), divieto anche di parlare con l’amplificatore. «La cosa che continuamente dobbiamo fare – ripete sconsolata una custode – è far scendere le persone dalle posizioni più strane che, anche a rischio della propria incolumità, scavalcano recinzioni per scattarsi un selfie». Il danno del “signor K” non è indolore. «Ad una prima stima della lesione – faceva sapere in serata il Soprintendente Mariarosaria Barbera – il danno cagionato al monumento, indipendentemente dal supporto, che è moderno, è notevole. L’incisione, infatti, ha asportato una parte della superficie della struttura e, inoltre, ne compromette la conservazione e l’immagine». Il Colosseo fagocita ancora una volta l’attenzione mediatica, nello stesso giorno in cui il ministro per i Beni culturali e per il turismo Dario Franceschini rilancia il progetto di fattibilità dell’arena nell’Anfiteatro Flavio. Soluzione che offrirebbe «la possibilità di far vivere ancora di più il monumento, con tutte le tutele del caso – annuncia Franceschini – La possibilità di fare spettacoli selezionati, non certo la partita di calcio Roma-Bayern, ma musica classica piuttosto che dramma antico. Insomma fare cose spettacolari che avrebbero un valore commerciale enorme: non tanto per i biglietti venduti, perché i numeri sarebbero limitati, ma per esempio per i diritti televisivi di un grande concerto diretto dentro al Colosseo. Soldi – conclude il ministro – che potrebbero essere utilizzati poi per far restauro e manutenzione».
GLI EPISODI
Dall’inizio dell’anno questo è il quinto episodio di grave atto vandalico regalato al Colosseo. Dall’inizio del 2014 cinque persone sono state fermate e denunciate dal personale di custodia che è riuscito ad intercettarle. Ma questo non significa che si possano evitare i danni. Non a caso il “signor K” è stato fermato, ma la sua “K” l’aveva già bella che finita. E si riapre il caso del sistema di vigilanza del monumento, garantito – si fa per dire – da una squadra di appena 7 persone a turno (su complessivi 28 custodi sulla soglia della pensione). «Con un addetto alla vigilanza ogni 2500 turisti, è possibile che qualcosa sfugga al nostro doveroso controllo», ricordava ieri la direttrice del Colosseo Rossella Rea. Chissà che al Collegio Romano non si cominci a pensare di reclutare personale d’urgenza per il Colosseo come è accaduto per Pompei.

Il Messaggero