City, nubifragio di gol: 5-1. Milan, un’altra figuraccia

INZAGHI_MILAN
L’avventura del Milan all’International Guiness Champions Cup assume toni sempre più tragici. Dopo il pesante 3-0 assestato dall’Olympiacos ecco arrivare all’Heinz Field Stadium di Pittsburgh il clamoroso 5-1 inferto dal Manchester City di Manuel Pellegrini. Il 31 luglio dell’anno scorso finì 5-3 per i Citizens. All’Audi Cup gli inglesi in trenta minuti rifilarono 5 gol ai rossoneri allora allenati da Allegri. Questa volta 4 in 26′.
SUBITO SOTTO — Inzaghi si affida ad Agazzi fra i pali; De Sciglio, Alex, Rami, Constant in difesa; Poli, Cristante e Muntari (con la fascia di capitano) a centrocampo; Honda, Niang e El Shaarawy in attacco. E il Milan parte bene con l’apertura di Honda per il Faraone che proiettato a rete subisce il rientro provvidenziale di Nastasic. Ma il pressing alto del City frena la spinta offensiva dei rossoneri costretti ad arretrare e sperare nel contropiede. Al 9′ bel cross di Constant per Niang, ben marcato da Clichy che sventa la minaccia con un acrobatico anticipo. Non sbaglia invece Jovetic al 12′, quando riceve dalla destra da Jesus Navas e infila sul palo dell’indifendibile Agazzi dopo avere bruciato nello scatto Rami.
4 TIRI, 4 GOL — E’ il preludio al tonfo, perché al 14′ Sinclair, dimenticato da Rami, infila sotto la traversa da due passi. Segnali forti a Inzaghi che deve fare i conti con una difesa inguardabile e mai piazzata. E non si placa la furia del City, libero di agire in ogni settore del campo. Ecco perché al 23′ Jesus Navas stampa il 3-0 sul tabellone, complice una deviazione di Poli. Addirittura al 26′ tocca a Iheanacho, con un tiro da fermo, bucare per la quarta volta Agazzi. Una vera mattanza. A rendere meno doloroso il passivo è Muntari che al 42′ sfrutta un errore di Boyata e infila a porta vuota. Ma un 4-1 dopo soli 45′ dilata le problematiche di un Milan allo sbando, per di più contro un City rimaneggiato ma già sulle gambe.
ANCORA JO-JO — Un violento nubifragio, che rende ancora più cupo il passivo, ritarda l’inizio della ripresa che Inzaghi mette nelle mani di Balotelli, Bonera, Abate e Essien. Balo il gol al 9′ lo fa, ma in fuorigioco, e non si tira indietro quando due invasori lo immortalano nel solito selfie. Scintilla innocua, perché al 13′ Jovetic con una grande giocata fa 5, ridicolizzando ancora Rami. Così il City rallenta limitandosi a controllare fra un cambio e l’altro. Il fischio finale dell’arbitro sul cantiere Milan è liberatorio. La ricostruzione sarà lunga. Ricorrere al mercato per interrompere le figuracce diventa un obbligo morale.
GAZZETTA DELLO SPORT