Chiuse le liste, debutta il partito Pascale E a Roma torna in campo la Mussolini

Alessandra_Mussolini

ROMA «Volevo molte più novità, ma vabbè. L’importante è che ci siamo liberati di questa scocciatura del fare le liste e si può cominciare davvero con la campagna elettorale». Silvio Berlusconi, il giorno dopo il sospiro di sollievo per la decisione dei giudici sull’affidamento ai servizi sociali, non è nel suo format euforico e iper-combattivo ma in quello seccato perchè a lui questa pratica delle candidature – a meno che non ha nomi forti e altisonanti da spendere e in questo caso non li ha – ricorda la politica più politicante da cui continua a ritenersi alieno. E poi: lui vorrebbe liste lunghe duecento nomi così non deve dire di no a nessuno. Ma non si può. Forza Italia va sul classico, ma una novità è la candidatura di Alessandra Mussolini nel Lazio (di solito e mai per Strasburgo corre in Campania) e un’altra piuttosto rilevante tra gli azzurri – alla cui compilazione delle liste ha lavorato tra gli altri con particolare cura Ignazio Abrignani – è quella del debutto – anzi dell’euro-debutto – del ”partito Pascale”. Che può vantare tre candidature forti, riconducibili alla First Lady.
QUOTA FRANCESCA
In Campania la corrente di Nicola Cosentino è sparita ma Forza Campania, la nuova formazione riconducibile all’ex super-potente coordinatore regionale, ha deciso di non presentarsi in contrapposizione alla casa madre Forza Italia e dunque i rapporti tra Berlusconi e Cosentino, sia pure a fatica, per ora reggono. Ma il partito Pascale, cioè l’anti-partito Cosentino, si fa sempre più forte ed ecco in lista lo scopritore e il mentore di Francesca, quando era sedicenne e fondò il comitato «Silvio ci manchi» che inseguiva Berlusconi in tutte le sue apparizioni e gli chiedeva di essere ancora più presente sulla scena politico-mediatica di quanto non lo fosse già. Insomma, Fulvio Martusciello, consigliere regionale, corre per Strasburgo. In quota Pascale pare che rientri, attraverso l’amicizia tra Francesca e Sandra, la moglie di Mastella, il leader democristiano sannita, che è europarlamentare uscente. E poi? Una candidatura – una delle poche – che davvero ha galvanizzato Berlusconi. Quella di Daniela Garofalo, imprenditrice, regina dei confetti Maxtris, apprezzatissima dalla Pascale. Una nota dolce nelle liste del grande scontento berlusconiano. Nelle quali – 30 donne su 73 candidati – rispunta a sorpresa Paolo Guzzanti, pur avendo firmato il libro anti-berlusconiano «Mignottocrazia». E a proposito di libri, ecco la ventisettenne Ylenia Citino: Berlusconi l’ha notata su TeleLazio, la ragazza militava nel Pdl e il Cavaliere ha firmato la prefazione al libro politologico della bionda laureata in legge. S’intitola «Partiti a tutti i costi». Lei in corsa, Scajola out.
Ma eccoci nell’altro centrodestra. Quello di Alfano e dell’Udc. L’accordo, non facile, sui nomi è stato trovato e si è sbloccata la questione Cesa: sarà capolista nella circoscrizione Sud. In campo come capolista il ministro uddiccino Galletti, e due ministri alfanei, Lorenzin e Lupi, sono della partita. Lei nel Lazio, lui in Lombardia dove Berlusconi nella strategia di contenimento anti-Angelino schiera – ciellino contro ciellino – Dionigi Gianola, trentenne direttore della Compagnia delle Opere a Lecco. Ncd per strappare la Calabria (dove l’alfaneo Gentile è fortissimo) a Forza Italia è ricorsa al governatore Scopelliti, a sua volta carico di voti ma anche di problemi, il quale non doveva essere in lista ma poi sì. Il Pd nel Sud ha il suo uomo forte: Pittella, che potrebbe diventare presidente dell’Europarlamento (più le donne capoliste in questa e nelle altre circoscrizioni: Picierno, Mosca, Moretti, Chinnici). La Lega si gioca tutto: capolista il segretario Salvini, numero due il sindaco veronese Tosi (al Nord-est). Scelta Civica, anzi Scelta Europea, punta sulla sua leader, il ministri Stefania Giannini (stessa squadra il nuotatore olimpico Marcello Guarducci). Per i Pensionati, l’ex assistente di Scilipoti. Per Fratelli d’Italia, la Meloni come italica Marine Le Pen, e confermata la scelta di Fabrizio Bracconieri, celebre per il ruolo di Bruno Sacchi nel telefilm «I ragazzi della terza C». Poco sport. Ma c’è l’ex portiere del Milan e della Fiorentina, Giovanni Galli. Fu sconfitto da Renzi nella corsa a sindaco di Firenze, ora insieme a Forza Italia vorrebbe la rivincita. Ma non sarà facile.

IL MESSAGGERO