«Chiedo perdono alle vittime dei pedofili»

CSI DA PAPA FRANCESCO

CITTÀ DEL VATICANO Papa Francesco ha ascoltato con un nodo alla gola i racconti di quei bambini cresciuti senza sogni, con l’inferno racchiuso nel cuore, con la vergogna, il senso del peccato, il percepirsi sporchi, macchiati, indegni. Immeritevoli persino di essere dei figli di Dio. Come se la colpa non fosse stata dei preti orchi ma di loro, le vittime. Sei storie diverse e la medesima visione mostruosa che si riproduce ancora. Due giorni fa, Bergoglio ha accolto a Santa Marta tre uomini e tre donne violati da piccoli da qualcuno che indossava un abito talare; ha cenato con loro, celebrato una messa, li ha incontrati singolarmente. Non sono stati diffusi particolari, né fotografie: tutto si è svolto in modo privato per contenere il disagio delle vittime. «So che le vostre ferite sono una fonte di profonda, implacabile pena emotiva e spirituale». I minori che patiscono questa esperienza sono segnati per sempre. Le casistiche mediche in materia lasciano senza fiato. C’è chi, crescendo, si rifugia nelle dipendenze, chi sperimenta disturbi comportamentali e relazionali. «Alcuni hanno anche sofferto la terribile tragedia del suicidio di una persona cara» ricorda il Papa che a nome di preti, vescovi e cardinali pronuncia uno dei mea culpa più sentiti che siano mai stati proferiti. «Chiedo perdono anche per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto in maniera adeguata alle denuncie di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso». Il riferimento di Bergoglio è concreto. Troppi vescovi nei decenni passati hanno insabbiato pratiche, o dato indicazioni sbagliate su come tutelare il buon nome dell’istituzione a scapito delle vittime, preferendo spostare parroci pedofili in un’altra parrocchia piuttosto che assicurarli alla giustizia e al tribunale ecclesiastico. La linea della tolleranza zero impostata da Papa Ratzinger, prosegue ferrea. «Si tratta di qualcosa di più che di atti deprecabili. Hanno profanato la stessa immagine di Dio, alla cui immagine siamo stati creati. L’infanzia è un tesoro». 
STRATEGIA
Proprio in questi giorni dall’Australia un vescovo ha denunciato che , almeno fino al 2000, la Congregazione del Clero ha impedito di intervenire contro i pedofili. Ad accompagnare dal Papa le vittime c’era anche Marie Collins, abusata quando era adolescente e ora impegnata attivamente in una campagna per aiutare chi è stato molestato e membro della commissione antipedofilia. «E’ stato un abbraccio importante e molto personale» ha riferito l’irlandese Marie Kane, che ha descritto il pontefice come un uomo «umile, caloroso. Per troppo tempo la Chiesa preferiva non parlare, non affrontare questo male per non dare scandalo. Una cosa incredibile». E’ la prima volta che un Papa ospita in Vaticano un gruppo di vittime, anche se in passato vi erano stati degli incontri sporadici durante alcuni viaggi apostolici. Il 26 maggio scorso, sull’aereo che lo stava riportando a Roma da Israele, Bergoglio aveva annunciato l’intenzione di concentrarsi sulle vittime. «Un sacerdote che abusa di un bambino tradisce il Corpo del Signore. E’ gravissimo! E’ come fare una messa nera».

IL MESSAGGERO