Chelsea-Psg, anzi Mourinho-Ibra

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«Quell’uomo mi piace. E’ il re, è il condottiero dell’esercito. Per lui avrei ucciso». Zlatan Ibrahimovic ha usato parole forti nella sua autobiografia per celebrare la stima nei confronti di José Mourinho. All’Inter, nella stagione 2008-2009, l’intesa tra i due fu perfetta: 47 presenze, 29 gol e 11 assist da parte dello svedese. La vita li ha separati nell’estate 2009, quando Ibra scelse il Barcellona. Cinque anni dopo, i due si ritrovano da avversari nei quarti di Champions League: andata a Parigi il 2 aprile, il ritorno l’8 a Londra. Gli altri sorteggi: Barcellona-Atletico Madrid, Real Madrid-Borussia Dortmund, Manchester United-Bayern Monaco.

Mou e Ibra Psg-Chelsea è la sfida con le bacheche più povere (una Champions i Blues londinesi, zero i francesi), ma quella più intrigante nei contenuti e a livello mediatico.

Ibra Un’emergente del calcio europeo, grazie al denaro del Qatar Investment Authority, contro il club di quell’Abramovich che, come invoca il blogger russo Aleksej Navalnj, «dovrebbe essere colpito dall’Occidente per i rapporti con il Cremlino dopo quanto è accaduto in Crimea». Ma qatarioti e russi sono oscurati da Ibra e Mou. «Clash of the egos», scrivono i giornali inglesi per definire il confronto tra i due. Lo svedese ha chiesto ed ottenuto dal Psg la promessa di un maxipremio in caso di conquista della Champions: un milione di euro a giocatore. Ibra, 41 presenze e 40 gol in stagione con il Psg, sta vivendo la sua miglior Champions di sempre: 7 gare e 10 reti. La sua richiesta non è estranea ad un rendimento che smentisce la sua fama di grande perdente nelle coppe europee. Lo svedese viaggia verso i 33 anni e i tempi per vincere la Champions si restringono inevitabilmente: ora o mai più. Il vantaggio in campionato del Psg è un alleato in più: consentirà alla squadra francese di preparare al meglio la sfida con i Blues.

Mou Ma per Mourinho, il sorteggio non è male. Sostiene il portoghese che il Chelsea è l’outsider della Champions. Aver evitato Barcellona, Bayern Monaco e soprattutto il Real Madrid è un bel colpo. Mou può puntare alle semifinali. Il Psg gli porta bene. Campione in carica – con il Porto -, debuttò in Champions alla guida dei Blues proprio contro la squadra francese, nel settembre 2004: a Parigi finì 3-0 per il Chelsea, con doppietta di Drogba e gol di Terry. Da allora, il Psg è cresciuto. Per i bookmakers, si parte alla pari: 11/1 le possibilità dei due club di conquistare la Champions.

Bayern-Manchester United L’altro scontro tra giganti oppone i campioni d’Europa tedeschi alla squadra di Moyes, rigenerata dal 3-0 sull’Olympiacos, ma colpita ieri dalla notizia che Van Persie sarà out sei settimane. Uscito in barella dopo aver firmato la tripletta ai greci, l’olandese ha riportato una distorsione al ginocchio e salterà le gare con il Bayern. «Non dobbiamo farci condizionare dal rendimento in Premier dello United – le parole del capitano bavarese Lahm -. Dobbiamo andare a Manchester per attaccare e vincere». La rivalità tra i due club è antica. Nel 1999 lo United conquistò la Champions nella finale di Barcellona ribaltando il risultato nei minuti di recupero: da 0-1 a 2-1. Da allora, United e Bayern si sono incontrati sei volte e gli inglesi hanno vinto solo una volta. «Quando ho visto il sorteggio, sono rimasto di stucco – dice Moyes -. Loro sono i favoriti e i detentori del trofeo, ma sono sicuro che li affronteremo senza paura».

Spagnoli Derby spagnolo in Barcellona-Atletico Madrid. E’ la prima volta che i due club (4 Champions i catalani, zero la squadra di Simeone) si affrontano in questo palcoscenico. «Ci è toccata la squadra più forte – racconta Gabi, capitano dell’Atletico -. Ci giocheremo la vita al Nou Camp». La replica da Barcellona: «Non sono affatto contento del sorteggio», commenta l’allenatore Martino. In Real Madrid-Borussia, ben dieci Champions in bacheca: nove per gli spagnoli, una per il club tedesco.