Che sofferenza per gli azzurri La Spagna non ci dà scampo

EURO 2012: CESARE PRANDELLI IN CONFERENZA STAMPASe Prandelli temeva una vittoria che ci montasse la testa, il pericolo è stato scampato. Se voleva evitare di imbarcare troppe preoccupazioni per Rio, invece no. Ci sta perdere in casa della Spagna mondiale che negli 7 anni in casa ne ha vinte 29 e pareggiate 2, ma contro una Roja rimaneggiata e per nulla assatanata, troppo pochi i segnali incoraggianti, sia dal gioco, sia dai singoli. Il migliore è stato l’ultimo arrivato, l’oriundo Paletta. Abbiamo a bordo un altro affidabile pirata da barricate. Ma da 4 anni Prandelli lavora ad altro, a renderci una squadra offensiva e di qualità. In questo senso Madrid non ha dato riscontri: poco gioco, un palo su cross sbagliato e un solo tiro in porta. Qualcosina da Cerci e Osvaldo. Stop.

Sempre Pirlo Prandelli ha cominciato senza Pirlo per non farsi trovare spiazzato nel caso il Professore, come un anno fa in Confederations, ci lasci a piedi dopo un match. Ma abbiamo avuto conferma che della luce di Pirlo abbiamo ancora un dannato bisogno. Così come del miglior Buffon, intravisto ieri fino all’errore sul gol partita di Pedro. Dipendiamo sempre da loro: Buffon, Pirlo. E dalla speranza che Balotelli torni quello anti-Germania. Ieri la giovane stella del Brasile, Neymar, si è scaldata segnando 3 gol al Sud Africa; la nostra, Mario, ha postato una foto a torso nudo con un pallina da ping pong in bocca. Intanto sono passate 5 partite dall’ultima vittoria dell’Italia. Era il 10 settembre, battevamo 2-1 la Repubblica Ceca e il gol partita lo segnò Balotelli. Appunto.

Terzi ni horror – Inizio azzurro più che sofferto. La promessa di Prandelli: «Li presseremo alti» è stata male interpretata dai suoi uomini. Li pressiamo nella parte alta della nostra area. Il palleggio spagnolo ci mette subito in scatola e diventa uno spillone quando la palla scivola in fascia. Siamo perfino stufi di ripeterlo che non abbiamo terzini di livello. Quando Iniesta e Pedro puntano Maggio e Criscito siamo al limite del lancio della spugna. Ma questa Spagna che non è troppo abituata a cucinare gioco per un vero 9 fatica a sfruttare il debuttante Diego Costa. In questo periodo di sofferenza merita buona stima il nostro debuttante, Paletta, che stringe una bella amicizia con Barzagli davanti a un preoccupato Buffon. Fatichiamo a far salire la palla. Thiago Motta ci mette esperienza, ma è spolpato dai piranha di Del Bosque. Anche la Spagna imposta con un Thiago (Alcantara), che ha 9 anni in meno e altro guizzo per evadere dal pressing. Le cose migliori le facciamo quando Cerci riesce a galoppare in fascia.

Decide Pedro Nella ripresa Abate e De Sciglio danno il cambio agli affannati colleghi. Entrano Xavi e Pirlo, una carezza ai tifosi dopo il modesto primo tempo. Con l’uscita del deludente Candreva, Prandelli rispolvera il modulo più caratteristico del suo mandato: 4-2-3-1 e rombo. Subito prodigioso Buffon su Pedro. Subito geniale Pirlo: verticale per Osvaldo, anticipato. La Spagna non si danna, ma appena piazza una deliziosa accelerata delle sue, passa con Pedro. Ha troppa qualità e idee: vince anche se non ha voglia. Prandelli chiude il match con un attacco baby: Immobile (al debutto) e Destro. Imbarcheremo per Rio paure e speranze. Come nella nostra migliore tradizione. Poi magari Balotelli si toglierà la pallina dalla bocca e ci divertiremo.