Champions, la Juve c’è: 3-2 all’Olympiacos

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Contava solo vincere e la Juve lo ha fatto. Ha sofferto tanto, ha visto la Champions svanire per un attimo, poi l’ha riacciuffata con tanta rabbia e nel finale ha avuto in mano il biglietto per gli ottavi, ma non l’ha staccato, per il momento. Non è ancora fatta, la corsa non è finita. Il 3-2 con l’Olympiacos è ossigeno puro, anche se lascia l’amaro in bocca il rigore sbagliato da Vidal al 94′. Il 4-2 sarebbe stato il risultato perfetto, ma il cileno si è fatto parare il gol del match point da Roberto e poi la palla è finita sulla traversa. Prima del penalty, i bianconeri hanno anche sciupato almeno un paio di ottime occasioni. Con questo risultato i greci sono sopra per la differenza reti negli scontri diretti (grazie ai gol in trasferta). Al momento la Juve è terza, ma L’Olympiacos deve andare a giocare in casa dell’Atletico Madrid, mentre i bianconeri affronteranno gli spagnoli a Torino, all’ultima giornata, quando probabilmente saranno già qualificati. Poteva andare meglio, ma poteva andare anche peggio. Al 61′ la Juve era sotto 2-1 e praticamente fuori dalla Champions. Poi la svolta in un minuto con i gol di Llorente e Pogba. E infine la ciliegina sulla torta servita da Tevez a Vidal, che il cileno decide di non mangiare. La prima finale della stagione comunque Allegri l’ha vinta, ma ora ce ne saranno altre, ancora più importanti. La qualificazione agli ottavi è ancora tutta da conquistare.

PRIMO TEMPO – La pioggia che è caduta incessante per tutto il giorno e che ha continuato a cadere anche durante tutta la partita non ha appesantito il campo che, protetto dai teloni, ha resistito benissimo all’acqua. Allegri conferma l’intenzione di cambiare modulo e si affida al 4-3-1-2: Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini e Asamoah davanti a Buffon. Centrocampo a rombo con Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal. Tevez e Morata in attacco. Nel riscaldamento prepartita allo Stadium Vidal fa venire i brividi ad Allegri cadendo male sul ginocchio destro. Il cileno inizialmente zoppica e avverte dolore ma dopo un po’ tranquillizza tutti. La Juve cerca di prendere le misure con il nuovo vestito che gli ha tagliato addosso Allegri. Il primo guizzo è di Marchisio, che al 16′ ci prova da fuori, ma Roberto devia sopra la traversa. A mettere la strada in discesa ai bianconeri ci pensa Pirlo e lo fa alla vecchia maniera, a prescindere dal modulo. Punizione che si infila sotto l’incrocio al 21′. Alla sua centesima partita in Champions il regista della Juve mostra ancora tutta la sua classe. Peccato però che la squadra non riesce a capitalizzare un gol preziosissimo. Due minuti dopo Buffon regala un calcio d’angolo ai greci e Botia lo sfrutta benissimo, anticipando Chiellini di testa. È l’unica occasione del primo tempo per l’Olympiacos. La Juve invece ne spreca un paio prima dell’intervallo, con Morata e Pogba.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa l’Olympiacos mette paura alla Juve. Al 61′ Ndinga di testa porta in vantaggio i greci. Cala il gelo allo Stadium, ma il panico dura poco. La Juve reagisce da grandissima squadra. A questa Champions ci tiene tanto e tira fuori tutta la sua rabbia. Dall’inferno al paradiso è un attimo, basta un minuto. Al 65′ Llorente, entrato pochi minuti prima al posto di un deludente Morata, beffa Roberto con un pizzico di fortuna. Il suo colpo di testa sbatte sul palo e carambola sul portiere, prima di finire in rete. Nemmeno un minuto e Pogba dal limite firma il sorpasso. Al 70′ Marchisio deve abbandonare il match per un problema all’inguine, al suo posto entra Padoin. Elabdellaoui al 77′ fa venire ancora i brividi ai bianconeri con un diagonale velenoso che si spegne di poco al lato della porta difesa da BUffon. La Juve prova a segnare il gol che sarebbe preziosissimo per la differenza reti negli scontri diretti, ma sciupa troppo sottoporta e nel finale Vidal sbaglia un rigore, che si era procurato l’Apache. Un errore che in futuro potrebbe costare caro. Questo è l’unico rammarico di una bella serata di Champions.

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