Champions, Juventus-Siviglia 2-0. Morata e Zaza gol, Allegri in testa

MORATA

Chi è genitore sa che un neonato, già dalle prime settimane di vita, ha una canzone che lo calma e gli dà sicurezza. Per la Juventus, che pure nel 2017 festeggerà 120 anni, ultimamente è la stessa cosa. La ninna nanna di Massimiliano Allegri è la musichetta della Champions: la sua Juve batte 2-0 il Siviglia e vola in testa al girone D. Con la prospettiva di una doppia sfida col Borussia Monchengladbach che può significare qualificazione anticipata agli ottavi da primi del gruppo. Successo strameritato quello della Juve, quest’anno nella sua versione migliore solo nelle due esibizioni in Champions. Non è un caso che il gol-vittoria lo firmi Alvaro Morata, con Pogba il leader tecnico della Juve 2015/16. Che ritrova un po’ serenità dopo la brutta esibizione del San Paolo. Il compito è stato agevolato da un Siviglia cui le assenze fanno malissimo. Senza nulla togliere a una Juve che non è certo quella delle prime sei partite in campionato, ci aspettavamo di più dagli spagnoli, praticamente mai pericolosi e perforabili dietro.

SOLO JUVE — Allegri sceglie il 3-5-2, con Cuadrado che può stare molto alto perché coperto alla grande da un Barzagli straordinario e facilitato dalla debolezza della catena mancina di un Siviglia in cui Reyes fa la seconda punta perché non è più la temibile ala sinistra di qualche anno fa. Morata, che se imparerà a proteggere meglio la palla sarà stabilmente tra i cinque più forti attaccanti d’Europa dei prossimi 10 anni, mette in porta Pogba dopo nemmeno 1’. Ma il francese spreca. Il Siviglia viaggia a una velocità inferiore del 70 % rispetto al Napoli e patisce tantissimo l’assenza del metronomo Ever Banega. Perfino il tremebondo Hernanes del San Paolo può rinfrancarsi, sfiorando il gol con un gran destro e gestendo bene la gran parte dei molti palloni che tocca.
ENORME BARZAGLI — Due azioni da Juve col vestito di lusso sono vanificate da Dybala, prima sfortunato sul gran sinistro a giro da fuori area, poi sciupone sul meraviglioso assist di un Khedira che mostra subito quanto potrà dare ad Allegri. Un grande acquisto, se la salute lo assisterà. Poi la Juve passa al 41’: un Barzagli in stato di grazia, già applaudito da tutto lo Stadium per una chiusura su Konoplyanka e una galoppata da urlo, mette sulla testa di Morata un cross non potentissimo ma preciso. L’ex Real sovrasta di testa l’ingenuo Krychowiak e Andreolli e la mette nell’angolino. Secondo gol stagionale per l’ex Real, a segno in Champions da 5 partite consecutive.

JUVE IN SCIOLTEZZA — Al Siviglia manca totalmente il cambio di ritmo: Evra non concede nulla a Konoplyanka, l’unico che avrebbe il talento per creare superiorità numerica. E la manovra andalusa, per quanto pulita, è troppo inconsistente. Così è Dybala, messo a tu per tu con Rico da Bonucci, a mancare il raddoppio. Unai Emery ci prova con Iborra e Immobile per N’Zonzi e uno spento Gameiro, ma Buffon chiude la sua partita da disoccupato e senza mai essere messo in ansia da una difesa imbattuta per la terza volta in nove partite. Nel finale il risultato assume anche la giusta proporzione: un Dybala a volte sciupone ma sempre nel vivo del gioco serve l’assist a Zaza, che ha appena rilevato Morata. L’attaccante azzurro galoppa e fredda Rico col destro, il piede meno nobile. Giusto epilogo di una serata da vera Juve, che spera di aver toccato il fondo e di poter iniziare la vera stagione da oggi. E con gli ottavi di Champions già a portata di mano.

La Gazzetta dello Sport