Champions, Allegri: “Tre punti con la Dinamo Zagabria per puntare al primo posto”

Massimiliano Allegri

Ripresa la marcia e la vetta in campionato, la Juve torna in Champions facendo visita alla Dinamo Zagabria. Dopo il pareggio col Siviglia, serve una prestazione convincente e soprattutto servono i tre punti: “Sì, dobbiamo vincere per fare un passo verso la qualificazione, il bel calcio arriverà. L’obiettivo che è passare da primi” ha detto Allegri. “Difesa a 4? No, domani no. Higuain in campo all’inizio. A centrocampo Hernanes, Khedira e Pjanic”.

LA CONFERENZA STAMPA DI MAX ALLEGRI
Quale partita si aspetta contro la Dinamo Zagabria?
“Pensiamo intanto a fare tre punti giocando partita per partita: non sappiamo quanti punti servono ma sappiamo che ci aspetta una trasferta difficile perché in Europa non è mai semplice. Voglio i tre punti attraverso la prestazione. In giro c’è troppa gente che pensa che la Juve debba vincere tutte le partite 3-0: no, così non va, la Juve deve tornare ad essere pratica e concreta. Chi pensa qualcosa di diverso è solo un illuso. Servono anche le vittorie che arrivano quando giochi meno bene.

Ci può dire chi vedremo a centrocampo? Hernanes titolare?
“I tre saranno Hernanes, Khedira e Pjanic, anche se Alex Sandro potrebbe fare a sua volta la mezzala sinistra. Evra? Può essere un’alternativa, può anche giocare dall’inizio perché Alex Sandro ha giocato cinque delle ultime sei partite”

In attacco chi con Higuain? Pjaca e Mandzukic, due ex, giocano?
“Diciamo che Higuain gioca dall’inizio. Per il resto non ho ancora deciso tutta la formazione, non è detto Pjaca e Mandzukic devono giocare perché sono degli ex. Farò scelte in base alla condizione e al tipo di partita che ci aspetta, chi verrà in panchina dovrà dare una grossa mano anche perché siamo alla sesta partita in meno di 20 giorni e servirà l’aiuto di tutti”.

Ma lei teme veramente che i suoi giocatori possano essere degli “illusi”?
“Ripeto, conta solo ciò che si fa, non ciò che ci illude. Dopo il 31 maggio ci si ricorda solo di chi ha vinto, due anni fa nessuno si ricorda che se avesse segnato Tevez…. No, ha vinto il Barcellona. E tra 10 anni si parlerà del Barcellona campione d’Europa nel 2015. Tutte stanno facendo fatica, se vincessimo tutte la partite 3-0 sarebbe facile, ma non è così. Dobbiamo lavorare per vincere, per farlo si deve faticare e lottare, se pensiamo di vincere sempre e si torna nello spogliatoio sullo 0-0 dopo 45′ allora c’è depressione. Nonostante questo, ribadisco che la squadra è tra le prime quattro d’Europa”.
LA CONFERENZA STAMPA DI CHIELLINI
Prima di Allegri, ha preso la parola in conferenza stampa Giorgio Chiellini. Per il difensore bianconero il girone di Champions della Juve è “abbastanza equilibrato, Siviglia e Lione sono due ottime squadre e credo sia un po’ prematuro parlare di punteggio per passare il girone. Siamo consapevoli che dopo il pareggio con il Siviglia serve la vittoria domani”. Una Juve che, in difesa, in questo inizio di stagione ha dovuto far fronte a qualche difficoltà inattesa e a qualche infortunio di troppo: “Abbiamo avuto la fortuna di poter riposare tutti in questo periodo, mancano due partite prima della sosta e quindi non c’è grande allarmismo, poi torneranno quasi tutti. Cambiare la difesa a tre? La domanda non va fatta a me (ma Allegri aveva già detto trattarsi di una ipotesi solo a partita in corsa, ndr) quello che conta è l’interpretazione, siamo pronti sia a giocare a tre che a quattro”. In ogni caso, testa concentrata sulla Dinamo: “Sicuramente sappiamo che è una squadra ricca di talento con molta tecnica. Chi ha esperienza come me sa che in Champions le trasferte sono sempre molto difficili, ci aspettiamo ritmi alti per provare a metterci in difficoltà, ma siamo qui per vincere. Questa squadra deve essere concreta, ciò non significa trascurare la bellezza. Il risultato è sempre importante, a breve tempo si può giocar male e vincere ma nel lungo periodo serve qualità nel gioco per raggiungere gli obiettivi finali. La cosa importante è portare a casa il risultato anche quando la squadra non gira, ciò non significa che vogliamo giocar male. Mi viene in mente la partita dell’anno scorso tra Bate e Roma, una squadra nettamente inferiore ai giallorossi. Sono trasferte difficili, se le approcci bene vinci e nessuno te lo ricorda, se invece sbagli nell’approccio rischi di perdere punti e perdere anche energie importanti perché si fatica molto di più a rincorrere”.

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