Cgil boccia il Jobs Act e lancia “quattro sfide al governo”

Camusso Susanna

La Cgil ha confermato il giudizio negativo sul Jobs Act, che “va nel verso dell’ulteriore precarizzazione” e sul disegno di legge delega che “è tutt’altro che chiaro”. Inotre ha lanciato “quattro sfide” al governo: riformare le pensioni, con l’obiettivo di dare attenzione ai giovani e correggere gli errori sugli esodati; riforma degli ammortizzatori sociali; contrasto al lavoro povero; e misure fiscali con al centro la lotta all’evasione. A lanciare dal palco del XVII congresso della Cgil, è il segretario generale Susanna Camusso, che propone a Cisl e Uil “quattro punti sui quali aprire una vera e propria vertenza”.

Nella sua relazione, Camusso ha sottolineato che questi quattro temi “rappresentano i lati del quadrato rosso, che definiscono il nostro modo di essere e il nostro fare. Tutte proposte nel solco del piano del lavoro della Cgil e che non sono in cima all’agenda politica attuale. Temi da riportare al centro dell’attenzione – ha proseguito – costruendo alleanze, ma soprattutto consenso, iniziativa, mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro, in tutti i territori”.

Per Camusso, che ha criticato il decreto lavoro, “vi è la necessità di fermare la deriva precarizzatrice del mercato del lavoro. Pensiamo all’allargamento dei voucher, al non cancellare le troppe forme contrattuali esistenti – ha proseguito – si potrebbe dire che da una semplificazione del mercato del lavoro siamo alla moltiplicazione della complessità, a un oggetto intraducibile in qualunque altra lingua, destinato ad allontanare per i giovani e per i disoccupati la prospettiva di fondare qualche progetto sul loro lavoro, con tutti gli effetti di peggioramento del sistema formativo e produttivo”.

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