Cerci: «Non potevo incidere in 20 minuti»

CERCI

Gigi Buffon, tornato tra i pali dopo problema che lo aveva tenuto fuori nell’esordio vittorioso contro l’Inghilterra, ammette che la vittoria della Costa Rica è stata meritata. «Sicuramente oltre al risultato ci ha deluso molto la prestazione, ma alla fine i nostri avversari hanno vinto meritatamente – ha detto il capitano azzurro – la Costa Rica ha gestito bene il vantaggio mentre noi abbiamo fatto una partita sottotono come non ci aspettavano». Un Mondiale, quelli dei ragazzi di Prandelli, che si complica per mano di una rivelazione assoluta del torneo brasiliano. Una sconfitta «clamorosa per chi dà per scontato alcune cose e pensa che ci siano ancora delle “Cenerentole” in competizioni come il Mondiale. Ormai, da parecchi anni a questa parte, abbiamo capito che non ne esistono più». Si è detto molto del clima, che penalizza le squadre eruopee. «Se dobbiamo analizzare le due gare – continua Buffon – c’è una grande differenza tra quella di oggi e quella di sei giorni fa, perché le energie fisiche e mentali oggi (ieri, ndr) sono venute meno, ma questo non deve essere un alibi, perché le difficoltà a giocare con questo caldo ce le avevamo noi ma anche gli altri. Dobbiamo fare mea culpa e girare pagina perché la prossima partita è decisiva».

Alessio Cerci, al suo esordio in un Mondiale, non cerca alibi ma sembra perplesso quando gli riferiscono che Prandelli si aspettava di più dai cambi. «Quando scendo in campo cerco sempre di dare il 100% ma giocando venti minuti non è facile entrare in partita -ammette il granata, subentrato a Marchisio – sStavo bene, ma non è mai facile entrare a partita in corso. Non mi sento chiamato in causa dalle critiche, ma non è da questi minuti che si giudica un giocatore». Non è stato decisivo per la causa azzurra neanche Lorenzo Insigne: «Era una partita importante, che poteva darci la qualificazione. Sia dalla panchina che dal campo era una partita dura. Loro sono stati molto bravi, hanno fatto una grande partita, noi abbiamo lottato fino alla fine per cercare di fare risultato, ma non ci siamo riusciti. Ora però pensiamo alla partita con l’Uruguay, che sarà fondamentale, da dentro o fuori». Alla sfida con la Celeste pensa anche Antonio Cassano che, chiamato in causa, non è riuscito a illuminare il gioco azzurro. «Bisogna solo fare quello che è nelle nostre corde, fare una grande partita contro l’Uruguay. Con la Costa Rica è stata una partita particolare. Se è stata una questione più fisica o mentale? Fisica no, perché anche per loro faceva caldo».

IL TEMPO