Cerci, assalto Milan. Mossa Atletico

CERCI

TORINO – Il giorno dopo il giallo di twitter riporta il sorriso sulle labbra di Alessio Cerci. L’annuncio “hackerato” sul suo profilo personale («Vado all’Atletico »), poi scomparso e smentito seccamente in tv, svanisce dopo una notte intensa. Anche grazie all’incredibile affetto del popolo granata che pure ieri ha avvolto nell’incondizionato affetto il suo top player. Tanti bambini lo hanno acclamato: «Alessio ti vogliamo bene, non te ne andare». E lui non si è risparmiato negli autografi e nelle foto. Ma non può certamente dare certezze, anche perché il suo addio al Torino diventa di giorno in giorno sempre più possibile. Intanto Cerci non partirà questa mattina per Spalato. Un segnale fino a un certo punto, dato che l’attaccante è sempre stato gestito con attenzione negli allenamenti. Ma il fatto che rimanga a Mondovì a lavorare aiuta l’eventuale accelerazione di un’ipotetica operazione anche in questi giorni. Del resto c’è ancora tempo, ma i giorni a disposizione adesso sono 12 e le situazioni da definire rimangono parecchie. Il Milan ha cominciato a tutti gli effetti ad accelerare, tornando prepotentemente in pista. Prima l’incontro di lunedì, ieri in mattinata la colazione insieme: Adriano Galliani è in pressing su Urbano Cairo per provare a regalare a Inzaghi l’esterno offensivo che desidera. Il patron granata tiene alta l’asticella della richiesta economica: il lavoro ai fianchi dell’ad rossonero è ancora in fase embrionale e si studiano soluzioni per convincere il Torino a cedere. Come il prestito oneroso con obbligo di riscatto, ipotesi però che si allontanerebbe dal principio cairota: ovvero pagamento in denaro per l’intero cartellino, lasciando perdere pure le contropartite tecniche. Anche perché l’unico elemento gradito ai granata per l’attacco è Stephan El Shaarawy, profilo ideale nella struttura di gioco di Ventura. Ne avranno chiacchierato, Cairo e Galliani, anche se il Faraone risulta inserito nella lista degli incedibili. Di sicuro incuriosisce la tempistica dell’annuncio di ieri: Gianmario Comi è interamente un giocatore del Milan, avendo il club di Berlusconi riscattato la metà del cartellino. Affare che si sarebbe potuto anche definire prima, evidentemente: a giugno invece la compartecipazione era stata rinnovata. Perché adesso? Ragioni di bilancio, forse. Di sicuro diventa piuttosto automatico collegare tale fatto con la trattativa tra Milan e Torino per Cerci.

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