C’era una volta la Lazialita’…

Lazio

E’ un caldo giorno di luglio del 2004 quando ai microfoni nazionali si presenta un tale Claudio Lotito, imprenditore romano dal passato poco chiaro, che si proclama ufficialmente salvatore e nuovo patron della S.S. LAZIO 1900. Quella che prende
in mano è una lazio ferita nell’orgoglio e nelle casse, ma soprattutto ad essere lacerato è il cuore del tifoso laziale. Un popolo intero passato dal paradiso del primo posto nel ranking FIFA , all’inferno del possibile fallimento e forse un’iscrizione nella vecchia serie c2. Col senno di poi, caro presidente, credo che il 90 % dei laziali , firmerebbero in bianco di militare nel minor campionato professionistico pur di non vedersi calpestare la propria dignita’ e la passione in commensurata per questi due colori, il bianco e il blu. Si perche’ alcune fedi si spingono oltre i risultati e i momenti storici, passano sopra a tutto, tranne al fatto che questo amore sia calpestato insieme all’orgoglio di chi da anni è fedele di padre in figlio alla Lazio. Dunque
mi chiedo signor Lotito, dove sono i 42.000 del record abbonati del carissimo presidente Ugo Longo, che con pochi gesti ma semplici porto allo stadio migliaia di cuori pronti a tutto pur di star accanto alla beneamata Lazio. Eccoli qua presidente, li ha ritrovati qualche domenica fa’, nella parita Lazio-Sassuolo, match che di solito ospita non piu’ di 20.000 persone. Erano li’ per manifestare il proprio dissenso in maniera civile ed educata, come sempre ha trovato il modo, di strumentalizzare e mettere in cattiva luce questa fede spassionata, agli occhi dell’italia calcistica e della lega italiana. Detto questo, consideriamo, in breve cio’ che di buono lei ha fatto, con in primis questo astuto salvataggio, che comunque noi tutti le riconosciamo. Poi ci sono i trofei , che sono tre, casuali, ma pur sempre vittorie da esporre fieri. E mai cosi fieri di essere laziali, siamo stati lo scorso 26 maggio, nell’ultimo dei suoi trofei, vinto con l’altra squadra della capitale, praticamente finita e priva di forze dopo quel giorno glorioso. Eppure anche li’, signor presidente, è riuscito a rovinare tutto, prendendo in giro il suo popolo, prima con le parole di piazza san silvestro,
e poi rendendo la squadra l’ennesima armata brancaleone senza progetto e senza ambizione. Insomma un team che vive come lei, alla giornata!!!
Ora basta presidente, lasci libero un popolo di amare e di sognare, che si veda rispettato sul campo, ma soprattutto fuori, e che la lazialita’ torni a riecheggiare nelle vie della citta’ e oltre i confini italiani.

MARTINO MALGIERI