C’è Lippi a Coverciano: «Conte, ora vinci in Europa»

MARCELLO LIPPI

L’ex ct va a trovare Prandelli. Il saluto ai giornalisti in cinese, l’abbraccio con il medico Castellacci e tanti applausi dai tifosi. «Ho detto a Rossi che per la prima volta mi sono pentito di una cosa: di non averlo portato in Sud Africa. Inzaghi è il 21esimo mio ex giocatore che si mette ad allenare: la sua grande forza è l’attenzione che ha sempre messo nei dettagli e deve trasmettere quello. Ma ora tifo per Conte: mi piacerebbe diventasse come Ferguson perché rappresenta la juventinia. Ora deve vincere qualcosa a livello internazionale».

L’ex ct Marcello Lippi va a trovare Prandelli. Il saluto ai giornalisti in cinese, l’abbraccio con il medico Castellacci e tanti applausi dai tifosi. L’avventura al Ghuanghzu lo ha rinvigorito, a furia di successi. L’ex allenatore della Juventus è parso in forma, sicuramente darà consigli utili per la nuova avventura ai Mondiali, lui che nel 2006 ha condotto gli azzurri sino al cielo di Berlino contro tutto e contro tutti.E un grande rammarico per il 2010 e certe scelte sbagliate, frutto di troppa riconoscenza. «Cosa penso di Giuseppe Rossi? Tifo per tutti, ma per lui in maniera particolare: gli ho detto che per la prima volta nella mia carriera mi sono pentito di qualcosa, ossia di non averlo convocato per il Mondiale in Sudafrica. Sono voluto passare a salutare la Nazionale, è stato molto emozionante aver rivisto i giocatori, lo staff e tutti quelli che ci lavorano. A Prandelli ho augurato buona fortuna. Ho abbracciato tutti i giocatori, anche Balotelli e Cassano, ma non tocca a me dire se siamo Balo-dipendenti.  Il fatto che i pilastri siano ancora
Buffon, Pirlo e De Rossi conferma quanto abbia pesato il fatto di non averli in Sud Africa. Fermo restando che l’Italia non può perdere con la
Slovacchia.  La mia griglia? Il Brasile è favorito, ma mi frulla in testa la Germania, ma spero nell’Italia. In fondo il Brasile è l’essenza del calcio, ma noi abbiamo solo in mondiale in meno… C’è una bella atmosfera e grande consapevolezza. Le tecnologie? Al passo coi tempi, anche io non alleno come nel 94. La finale vinta da Ancelotti conferma la bontà della nostra scuola, anche perché pure Simeone si è firmato da noi. Inzaghi è il 21esimo mio ex
giocatore che si mette ad allenare: la sua grande forza è l’attenzione che ha sempre messo nei dettagli e deve trasmettere quello. Ma ora tifo per Conte: mi piacerebbe diventasse come Ferguson perché rappresenta la juventinia. Ora deve vincere qualcosa a livello internazionale». Infine, c’è del mistero attorno a Cassano, sottoposto a test, in attesa di capirci qualcosa di più.

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