Cazzimma, quando il dialetto non porta fortuna

Massimo Persotti

“Serve più cazzimma”, le parole di Benitez prima del match di Europa League con lo Young Boys. Per spronare i suoi calciatori, il tecnico del Napoli ricorre al dialetto. Un espediente inedito? Macchè, gli allenatori stranieri che approdano nel campionato italiano ci hanno abituato a queste sortite spesso un po’ ruffiane.

Ricordate Mourinho nella prima conferenza stampa da nuovo tecnico dell’Inter? Interrogato sul mercato, chiosò subito sorprendendo tutti i giornalisti con queste parole: “Ho già detto che non ne parlo, è inutile che continuate a domandare: voi insistete, ma io non sono pirla”.

Cinque anni dopo, era l’estate scorsa, il neo allenatore della Roma Garcia si appella ai sentimenti: “La maglia è una cosa molto importante, e questa è unica. Vinceremo cò ‘sta maglia”. Il ‘pirla’ e l’improvvisato dialetto romanesco hanno in fondo rappresentato una trovata linguistica fortunata, visti i successi del portoghese e lo straordinario impatto del francese sul campionato italiano.

Per Benitez, invece, il dialetto ha seguito un percorso opposto. Lui lo ha prima subìto: Rafa per i partenopei è diventato presto “Rafè”, nomignolo che strizza l’occhio al “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè. Una testimonianza di affetto e adozione del popolo napoletano. Che – chissà – l’altro giorno Rafa, anzi Rafè, ha voluto ricambiare evocando la cazzimma. Già, perchè cazzimma? Maurizio de Giovanni, sul Mattino, ha spiegato che c’è un problema semantico, servirebbe qualche ripetizione di dialetto napoletano, perchè ora “è di moda la cazzimma come se si potesse tradurre in rabbia, cattiveria e non nel significato vario e intraducibile che si avvicina di più a furbizia, astuzia”.

Sulla cazzimma le interpretazioni in realtà sono varie e una ricostruzione minuziosa la offre Paolo Baldini dal suo blog ‘Giornalisti nel pallone’ su Corriere della Sera.it

Ma sorte vuole che pure nel diverso significato che gli si vuole attribuire, furbizia opportunistica o cattiveria, tutto i calciatori azzurri in campo hanno mostrato fuorchè una parvenza di cazzimma.