Caso doping. Mosca ammette: «Accuse giuste». L’Usada contro la Russia: «Va esclusa dalle Olimpiadi di Rio»

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La Federazione di atletica della Russia ha ammesso alcune delle accuse mosse nei suoi confronti dalla commissione indipendente dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada), che in un dettagliato report presentato ai media lunedì ha accusato la Russia di doping di Stato. «Ammettiamo alcune accuse mosse nei nostri confronti, altre no e ad alcune abbiamo già posto rimedio», le parole del presidente della Federatletica russa Vadim Zelichenok.

«Contro la Russia sono necessarie dure sanzioni, inclusa l’esclusione dai Giochi di Rio 2016». Lo ha dichiarato Travis Tygart, presidente dell’Usada, l’agenzia americana antidoping. «Agli atleti russi non dovrebbe essere consentito di competere perché hanno violato le regole e non hanno gareggiato in modo pulito, macchiando l’immagine dello sport», ha proseguito Tygart.

Lo scandalo del doping di Stato russo è nato da uno speciale della tv tedesca Ard andato in onda nel dicembre del 2014, cui ha fatto seguito un’inchiesta condotta da una commissione indipendente della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, che ha dimostrato l’esistenza di un sistema di doping in Russia, coperto e avallato da figure governative.«Spero che tutti quelli che sostengono i valori olimpici dello sport, come me, facciano sentire la loro voce per convincere chi può cambiare il sistema a varare delle regole che impediscano a casi come questo di avvenire ancora», ha sottolineato Tygart. La Wada ha intanto sospeso l’accredito al laboratorio di Mosca come centro antidoping.

Il Messaggero