Caso Diaz, Orfini contro De Gennaro Ma il Pd si divide

GENOVA - FIACCOLATA DECENNALE G8

La condanna dell’Italia per «tortura» da parte della Corte Europea dei diritti umani per l’assalto compiuto nel 2001 dalle forze dell’ordine alla scuola Diaz di Genova che ospitava i manifestanti ”no global” del G8 ha provocato anche ieri nuovi scossoni. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, in tarda mattinata ha lanciato un durissimo tweet con queste parole: «Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica».
Gianni De Gennaro, capo della polizia ai tempi del G8, è stato assolto dalle accuse di istigazione alla falsa testimonianza sia nelle indagini sui ai fatti del G8 di Genova che in particolare sui fatti della scuola Diaz. La mossa di Orfini è stata definita come “personale” dal vicepresidente del Pd Debora Serracchiani. Che ha aggiunto: «All’epoca dei fatti al governo c’era Berlusconi e De Gennaro deve valutare in coscienza se rispondere di una classe politica», ha aggiunto. Fatto sta che il tweet di Orfini ha rinfocolato le polemiche mai sopite che hanno accompagnato in tutti questi anni la carriera di De Gennaro. Che dopo il 2001 è stato responsabile dei servizi segreti, poi, con il governo Monti, sottosegretario per la Sicurezza della Repubblica e infine alla presidenza di una società pubblica strategica come Finmeccanica.
Qui De Gennaro è stato designato da Enrico Letta e confermato da Matteo Renzi. Che ieri si è limitato a scrivere su Twitter: «Quello che dobbiamo dire lo dobbiamo dire in Parlamento con il reato di tortura». Il premier dunque sembra voler accelerare sul varo della legge sulla tortura.
DIFFUSA CAUTELACauto anche un altro esponente del governo come Ivan Scalfarotto: «I fatti di Genova sono stati una ferita nella nostra coscienza di popolo — ha sottolineato il sottosegretario alle Riforme istituzionali — Comprendo la frustrazione di Matteo Orfini ma come membro del governo ho un atteggiamento più istituzionale e lascio a De Gennaro ogni valutazione».
La sortita di Orfini è stata accompagnata anche dal fuoco di batteria delle opposizioni. I grillini hanno chiesto le dimissioni di De Gennaro: «Lasci Finmeccanica. Non può rappresentare l’Italia dopo la condanna di Strasburgo: ne prenda atto», ha attaccato il senatore Nicola Morra. E Alessandro Di Battista non è stato da meno: «In un paese normale De Gennaro si sarebbe già dimesso».
Sinistra Ecologia e Libertà ha proposto a Orfini «di fare qualcosa di più che un semplice tweet». «Chieda a Renzi – ha sottolineato il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni – di risolvere il problema sollevato». «Orfini punta il dito contro De Gennaro? Benissimo, finalmente siamo d’accordo!», ha detto anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea. Più articolate le posizioni del centrodestra. Pietro Laffranco (Forza Italia), pur difendendo De Gennaro, ha tirato per la giacca Matteo Renzi: «E’ necessario — ha detto Laffranco — che Renzi dica pubblicamente se è d’accordo con il presidente del suo partito oppure con se stesso, visto che solo qualche mese fa, ha confermato De Gennaro al vertice di una azienda di stato».

Il Messaggero