Caso Aldrovandi l’ira di Napolitano «Quegli applausi vicenda indegna»

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Quegli applausi agli agenti condannati per la morte del figlio hanno superato il limite della sua sopportazione: «Vorrei una polizia su cui poter contare, di cui non aver paura come invece succede a me quando vedo una macchina di pattuglia e sono sola». E ancora: «Chiedo che si cambi registro, si cambi passo e lo faccio anche a nome dei poliziotti onesti che ci sono, vorrei che la loro voce si alzasse insieme alla mia». Sono le parole – da brivido – pronunciate ieri da Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, nella conferenza stampa promossa al Senato dal senatore Luigi Manconi. 
LA LETTERA

L’idea che una tragedia come quella capitata nel 2007 al figlio possa concludersi con «5 minuti di applausi» a quelli che lei ormai definisce stabilmente «assassini» non è «accettabile», «servono interventi concreti», lei dice. Durissimo il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il comportamento dei sindacalisti del Sap, «uomini in divisa, che rappresentano lo Stato», «che non possono disconoscere il senso di una sentenza passata in giudicato». Parole condivise «pienamente» dal presidente della Repubblica Napolitano che ha scritto una lettera alla madre del giovane parlando di «vicenda indegna», dicendosi «certo che gran parte delle forze della polizia comprenda quanto sia stato fuorviante quel comportamento». Censure si levano in modo trasversale da quasi tutte le parti politiche ad eccezione della Lega e di qualche singola presa di posizione. Compatte le istituzioni. La presidente della Camera Boldrini ha incontrato ieri Patrizia Moretti. Si è detta «scioccata» e «costernata» auspicando la rapida conclusione del provvedimento che introduce il reato di tortura. Per il presidente del Senato Grasso quegli applausi provocano «rabbia e sdegno».
NESSUN PROVVEDIMENTO

Ancora non si parla di provvedimenti disciplinare nei confronti dei poliziotti che hanno partecipato all’ovazione-choc . Il segretario del Sap Gianni Tonelli non arretra di un millimetro: «Ho applaudito anch’io, non sono loro i colpevoli, chiederemo la revisione del processo», dice. Il ministro Alfano ha annullato l’incontro che era in programma con il sindacato.
Anche i 5 Stelle per una volta non vanno controcorrente e giudicano «inaccettabili» gli applausi ma anche le scuse di «quei politici che cercano di giustificarli». Riferimento forse al senatore del Ncd Carlo Giovanardi che – intervenendo a Radio 24, a “La Zanzara” – ha sostenuto che i 4 agenti condannati «non sono nè assassini, né delinquenti, la madre sbaglia e insulta: quel giovane è morto di infarto per essere stato tenuto in una certa posizione, lo dice la sentenza». Altri «applausi»? 

Il Messaggero