Caos Tasi, i Comuni trattano sul rinvio

TASSE SOLDI 2

Si dovrebbe passare alla cassa entro il 16 giugno prossimo. Ma è quasi certo che si sarà tempo fino a metà settembre. Non c’è fine al caos Tasi. La nuova imposta sui servizi indivisibili che da quest’anno, insieme alla Tari, ha sostituito l’Imu sulla prima casa, continua ad essere fonte di incertezza. Manca meno di un mese alla scadenza di termini per il versamento dell’acconto. E nonostante i tempi stringano, la maggior parte degli 8 mila Comuni italiani non ha ancora stabilito le aliquote. Fissate dalla legge fino a un massimo del 2,5 per mille sulla prima casa e del 10,6 sulla seconda più un eventuale 0,8 per mille per sgravi alle famiglie a basso reddito.
«E’ bene che i sindaci decidano alla svelta», ha tuonato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, a Maria Latella per SkyTg24 senza escludere affatto l’ipotesi dello slittamento. «In queste ore – ha detto il braccio destro di Matteo Renzi a Palazzo Chigi – è in corso un confronto con i sindaci e il governo, e penso che la prossima settimana si saprà se ci sarà una proroga o no. Invitiamo i Comuni che non lo hanno fatto a causa delle elezioni a decidere alla svelta sull’aliquota da applicare».
Delrio non ha nascosto il fastidio per l’incertezza che fa da contorno al faticoso debutto della Tasi addossando però la responsabilità sugli enti locali. «Questo governo – ha spiegato il sottosegretario – è molto concreto e dice la verità. In sede di prima applicazione un po’ di problemi ci saranno. E dunque ai cittadini dico: abbiate pazienza con i vostri sindaci». Oggi comunque ci sarà un vertice fra l’Anci e il ministero dell’Economia.
INGORGO DI SCADENZE
L’opzione che prevede una proroga di 3 mesi (almeno per quei Comuni che non hanno fissato le aliquote) sarebbe utile anche per ridurre l’ingorgo fiscale in un periodo in cui si concentrano ben 29 scadenze di pagamento. Per questa soluzione spinge anche l’Anci che, attraverso il presidente Piero Fassino, ha suggerito al governo un doppio regime: mantenere la scadenza del 16 giugno per i Comuni che hanno già deliberato e far slittare al 16 settembre il pagamento negli altri Comuni che lo faranno entro entro il 31 luglio.
«Se poi il governo vuole decidere di prorogare per tutti può farlo, sapendo che questa seconda ipotesi gli costerà di più in termini di anticipazioni di cassa», ha spiegato il sindaco di Torino. I Comuni si attendono dalla Tasi, alla fine del 2014, i Comuni incassi per 4 miliardi.
In base alla normativa i Comuni dovrebbero fissare le aliquote entro il 23 di maggio. Senza alcuna decisione i proprietari di prima casa potrebbero rinviare il pagamento in un’unica soluzione a dicembre mentre per le seconde case sarebbe un vero e proprio pasticcio. Dovrebbero pagare la metà della Tasi annuale in base all’aliquota dell’1% decisa a livello nazionale. E sullo sfondo il nodo ancora irrisolto della quota che spetta agli inquilini, che può variare tra il 10 e il 30 per cento. Il clima di incertezza alimenta le polemiche. «Per colpa della lentezza i sindaci nel deliberare aliquote e detrazioni – si è sfogato Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia – ci ridurremo alle solite proroghe dell’ultimo secondo che alla fine scontentano un po’ tutti». 

Il Messaggero