Caos sulla manovra fiducia nella notte Tasi congelata partecipate tagliate

TASSE SOLDI 4

Ritardi, slittamenti, rinvii. La giornata che doveva portare all’approvazione in Senato della prima manovra finanziaria del governo Renzi è terminata nel caos. L’arrivo del testo, inizialmente previsto per le tre del pomeriggio, è slittato prima alle cinque, poi alle sei e mezza, quando il presidente del Senato, Piero Grasso, ha suonato la «fine della ricreazione». Tra le proteste delle opposizioni, durissime quelle della Lega e del Movimento Cinque Stelle, il governo ha posto la questione di fiducia, e la chiamata per il voto è stata fissata alle due di questa mattina. A ritardare l’arrivo del provvedimento in Senato, è stato l’attento esame da parte di Palazzo Chigi delle norme del provvedimento, che ha portato ad escludere dal testo finale una ventina di commi considerati «mance» dei parlamentari ai propri collegi elettorali. Ottenuto il via libera di Palazzo Madama, la manovra dovrà tornare per un rapidissimo ultimo passaggio alla Camera dei Deputati dove, se tutto filerà liscio, potrebbe essere definitivamente approvata già lunedì, archiviando in questo modo la legge di Stabilità. Il testo uscito dall’esame di Palazzo Madama è ricco di novità. Alcune, come le norme per la gestione degli esuberi delle Province (si veda articolo a pagina 3), inserite all’ultimissimo minuto anche per provare a stemperare un clima sempre più arroventato. L’indicazione più rilevante arrivata nel passaggio al Senato, resta comunque il congelamento per il 2015 dell’aliquota Tasi sulle prime case. Inizialmente il governo aveva lasciato trapelare l’intenzione di utilizzare la manovra per riscrivere completamente la tassazione immobiliare. Ma non c’è stato il tempo di affrontare un tema così complicato. Dal primo gennaio del prossimo anno, tuttavia, i sindaci avrebbero avuto la possibilità di aumentare l’aliquota sulle prime case dal 2,5 al 6 per mille. Renzi e il ministro dell’Economia Padoan, hanno deciso di bloccare almeno questo meccanismo, congelando per un altro anno l’aliquota al 2,5 per mille.
LE ALTRE MODIFICHE

La stessa cosa è stata fatta per il canone della Rai. Anche in questo caso, per settimane, il governo ha accarezzato l’idea di ridurre il prelievo ma facendolo pagare a tutti inserendolo nelle bollette dell’energia elettrica. Archiviato il progetto per la sua complessità, si è deciso quantomeno di congelare l’importo a 113 euro anche per il 2015. Con un emendamento parlamentare, fortemente voluto dalla senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta, si sono invece gettate le basi per avviare il piano Cottarelli sulle società partecipate dagli enti locali. Le «scatole vuote», ossia quelle che sono inattive o che hanno più amministratori che dipendenti, dovranno essere chiuse. Sempre durante il passaggio in Senato, sono state corrette e ammorbidite alcune norme inserite alla Camera. Come per esempio sull’Irap. Lo scomputo del costo del lavoro dalla base imponibile della tassa, avrebbe lasciato fuori dal beneficio tutti i lavoratori autonomi. Il governo ha corretto la rotta permettendo a questi ultimi uno sgravio fisso del 10%. Molte le norme introdotte per consentire un percorso più semplice per Poste italiane verso la quotazione. La consegna della corrispondenza potrà avvenire a giorni alterni e non tutti i giorni come oggi. la società guidata da Francesco Caio riceverà anche 535 milioni di euro per chiudere un contenzioso con l’Ue. Il passaggio al Senato, ovviamente, si aggiunge a quelle che sono, fin dall’inizio, le due norme fondanti della legge di Stabilità di Renzi: la stabilizzazione del bonus Irpef da 80 euro e lo sconto Irap sul lavoro per le imprese, che sono anche le due voci più pesanti in una manovra che vale circa 32 miliardi.

Il Messaggero