Caos rifiuti, l’Authority bacchetta i vertici Ama Marino: salteranno teste

IGNAZIO MARINO 2

Un’inchiesta sulla raccolta e lo smaltimento dell’immondizia a Roma. Ad avviarla è l’Autorità di garanzia per gli scioperi, che ieri ha bacchettato i vertici dell’Ama, chiedendo spiegazioni sui motivi che in queste settimane hanno mandato in tilt il sistema di raccolta dei rifiuti. L’Authority, che ha informato dell’iniziativa il sindaco Marino, intende accertare quali siano stati i «danni all’utenza, in un settore che riguarda i diritti fondamentali delle persone». Il sindaco intanto coglie la palla al balzo per annunciare un giro di vite nella municipalizzata, programmando «decisioni drastiche» e promettendo di «far saltare qualche testa» tra i manager Ama. Il primo cittadino si scaglia anche contro l’assenteismo definito «inaccettabile» degli operatori.

SANZIONI IN ARRIVO
Nelle prossime settimane i vertici di Ama saranno convocati per un’audizione davanti all’Autorità, che avrà il compito di verificare la presenza di possibili danni dal punto di vista dell’igiene e della salute dei cittadini e se questi siano stati generati da contrasti tra azienda e lavoratori. «Se si rintracciano responsabilità per un eventuale danno alla fruizione di un servizio pubblico essenziale – spiegano dall’ente – scatteranno sanzioni pecuniarie».
Il provvedimento dell’Autorità, spiega il presidente Roberto Alesse, è scattato perché «da diversi mesi riceviamo numerose lamentele da parte degli utenti, che denunciano lo stato di crisi in cui versa il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani, soprattutto in alcuni quartieri». Da qui la richiesta «urgente» all’azienda di «fornire adeguate informazioni in ordine a eventuali situazioni conflittuali dalle quali possa scaturire il danno all’utenza».
Il presidente di Ama, Daniele Fortini ieri ha fornito una prima risposta scritta, ammettendo «l’intollerabile inefficienza dei servizi di raccolta», spiegando che «il collo di bottiglia è rappresentato dall’insufficienza delle strutture di trattamento» e dalla «dipendenza della Capitale da oltre dieci impianti industriali siti in ben otto Regioni italiane». Secondo il numero uno di Ama oggi «basta un tamponamento sull’A1 per bloccare l’arrivo a Roma di uno dei 130 Tir che ogni giorno prelevano i nostri rifiuti». Sull’assenteismo il numero uno della municipalizzata promette contrasto «alle sacche di insufficienza» per garantire «la salute pubblica e l’igiene urbana».

I QUARTIERI
L’Autorità di garanzia ha anche stilato una lista dei quartieri più bersagliati dall’emergenza rifiuti. Un elenco – compilato in base alle segnalazioni arrivate dai cittadini nei mesi scorsi – in cima al quale si piazzano Eur, Appio Latino, Tiburtino, Torrevecchia, Prenestino, Pietralata e Pigneto. Proprio su queste zone si concentreranno le richieste di spiegazione che verranno inoltrate ai vertici della municipalizzata. Che ieri è finita nuovamente nel mirino del Campidoglio. «Sono stanco e arrabbiato della situazione rifiuti – ha detto il sindaco Marino – È vero che abbiamo chiuso la discarica di Malagrotta ma adesso l’Ama deve funzionare meglio. È venuto il momento di prendere decisioni drastiche. Perché abbiamo un 18% di assenteismo che è inaccettabile, anche perché abbiamo il maggior numero di operatori per abitanti rispetto a qualunque capitale europea».

TOPI E ROGHI
Dalla Balduina al Salario, da Ostia a San Lorenzo. Anche ieri la città si è ritrovata invasa da cumuli di immondizia accanto a cassonetti stracolmi. A via Battistini i residenti hanno più volte denunciato la presenza di topi tra i sacchetti della spazzatura tracimati in strada, mentre al Villaggio Prenestino gli abitanti denunciano «frequenti roghi di rifiuti nei dintorni delle campane per il vetro». Anche ieri Ama ha dato la colpa delle «difficoltà temporanee» al malfunzionamento di due impianti a via Salaria e Rocca Cencia. Ma secondo il Comune «ci sono problemi anche nella raccolta». Per questo ieri Marino ha parlato dell’intenzione di «far saltare qualche testa», ma non sembra comunque in bilico l’assessore all’Ambiente Estella Marino. Contro cui però si è scagliata l’opposizione, che ha presentato una mozione di sfiducia firmata dal consigliere FdI Fabrizio Ghera, Alessandro Onorato (Lista Marchini) e del capogruppo M5S Marcello De Vito. 

IL MESSAGGERO