Caos Parma Pm chiede il fallimento

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I pagamenti tanto annunciati non sono arrivati. In compenso a Collecchio, quartier generale del Parma, si è presentato un ufficiale giudiziario. Una questione slegata dal caos stipendi, una procedura avviata da Equitalia nei mesi scorsi per un debito di 100mila euro. Alla società ducale sono stati pignorati tre furgoni e un’auto: «Noi comunque restiamo fiduciosi – ha detto il dg Pietro Leonardi – Abbiamo visto i numeri del bonifico e contiamo che la situazione si risolva». La Procura di Parma ha chiesto il fallimento del Parma Fc per inadempienze fiscali. A firmare la richiesta sono stati i pubblici ministeri Paola Dal Monte, Giuseppe Amara e Umberto Ausiello. L’udienza è fissata per il 19 marzo. I giocatori gialloblù pretendono chiarezza: «Non avremo difficoltà a pazientare qualche altro giorno – spiega il capitano Lucarelli – se riceveremo le dovute garanzie». Prova a rassicurarli il nuovo presidente Giampietro Manenti: «C’è stato il passaggio del bonifico internazionale, il pagamento è stato eseguito». Ma non c’è pace, la Energy Ti Group, che detiene il 10% del Parma (il restante 90% è di Eventi Sportivi), ha chiesto il commissariamento straordinario per la gestione della società, dopo aver riscontrato gravi irregolarità da parte del gruppo di Manenti. Nel mirino anche il breve interregno di Taci e la presidenza Ghirardi.

Intanto è scaduto il termine per il pagamento degli stipendi arretrati dei calciatori e la penalizzazione di 5 punti in classifica sarà inevitabile dopo i deferimenti della Procura Figc.

IL TEMPO