Caos Lega, Tosi: sfiderò Zaia in Veneto Frana nei gruppi parlamentari lumbard

tosi_salvini

ROMA Tutto in un giorno. Un sabato leghista, che oggi svelerà ambizioni e progetti degli uomini del Carroccio in Veneto. Il Tosi-day a Verona, il nuovo tour di Salvini con il governatore Zaia, e la prima riunione del consiglio nazionale della Liga presieduto dal commissario Dozzo dopo l’azzeramento della segreteria tosiana. Tutto in meno di 12 ore. Mentre il leader lumbard spara a palle incatenate. «Avere Berlusconi leader del centrodestra sarebbe come tornare indietro», denuncia a Radio24. Aggiungendo che se la sua Lega dovesse vincere nelle Regioni rosse «Renzi se ne dovrà andare a casa». Vittoria assai complessa, peraltro.
Perché oggi in Fiera a Verona Flavio Tosi – lo danno per certo – annuncerà ai fedelissimi la sua discesa in campo come candidato presidente, avversario di Luca Zaia. Contemporaneamente Salvini sarà impegnato in due appuntamenti, il primo nel padovano, il secondo a Vicenza, a sostegno del governatore in carica. Nelle stesse ore, nella isolata sede a Noventa Padovana della Liga Veneta, il commissario Dozzo prenderà possesso degli uffici, guidando il suo primo direttivo con i leghisti veneti, per parlare di amministrative e regionali.
IUn duello a distanza, insomma. Un derby tra Verona e Padova in cui Tosi svelerà le sue carte, e il ticket avversario Salvini-Zaia prenderà le contromosse. In mezzo si capirà se il commissariamento-Dozzo avrà ripercussioni sui tosiani che ancora affollano il consiglio della Liga Veneta, molti dei quali, dopo la cacciata del loro leader, sono rimasti al coperto.
DERBY PADANO
Non tutti però. Un nuovo scossone, dopo quelli di Luca Baggio e Matteo Toscani, fedeli a Tosi e fuoriusciti in settimana dal gruppo del Carroccio, è venuto ancora da Palazzo Ferro-Fini, sede dell’assemblea legislativa. Altri due consiglieri verdi, Giuseppe Stoppato e Daniele Stival, quest’ultimo assessore nella giunta Zaia, hanno lasciato la Lega e costituito il gruppo Verso Nord Popolo Veneto. Insieme a loro il consigliere Diego Bottacin, ex Pd, esponente di Verso Nord, oggi ritenuto vicino a Corrado Passera. Significa che le truppe di Tosi escono pian piano allo scoperto. Il sindaco di Verona ha anticipato che se si candiderà per Palazzo Balbi lo farà all’inizio «da solo». «Se inizio a correre, lo faccio prima di tutto partendo dalle mie forze. Poi si ragionerà sulle eventuali alleanze», spiega.
Angelino Alfano, leader di Ncd, sta al momento alla finestra: «Flavio Tosi – ha detto – non ha ancora scelto se candidarsi in Veneto, quando lo farà valuteremo». Ma non è l’unico ad aspettare le mosse del ribelle di Verona. Ieri Tosi ha avuto alcuni incontri riservati, uno probabilmente con i parlamentari – un gruppetto di 7-8 tra deputati e senatori, guidati dalla compagna del sindaco, Patrizia Bisinella – che potrebbero staccarsi dal partito e seguire il suo progetto in Veneto. «Si inizia un nuovo percorso. Posso solo dire che escludo di ritirarmi a vita privata e non fare più politica e che domani qualcosa si porta avanti» ha detto in serata Tosi. Il commissariamento deciso da Via Bellerio potrebbe intanto riportare l’orologio indietro di un paio d’anni in Veneto, all’epoca delle epurazioni dei bossiani decise dal sindaco veronese. Salvini ha infatti annunciato che i casi dei leghisti veneti espulsi da Tosi verranno riesaminati con attenzione, per valutarne il rientro nel partito. La prima risposta di Paola Goisis, ex parlamentare bossiana cacciata da Tosi, è stata al vetriolo: «Prima le scuse. Tosi fece il lavoro sporco, ma i mandanti furono Maroni e Salvini».

IL MESSAGGERO