Caos Lampedusa, Alfano invia i rinforzi

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La rivolta scoppia nel pomeriggio di ieri. Lampedusa non ce la fa più e la disperazione degli immigrati, compressi nel centro di accoglienza (1195 su 381 che ne potrebbe ospitare) scatena l’inferno: il magazzino di un privato viene assaltato e bruciato. La tensione è altissima. Così quando in serata ha inizio il vertice del Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza, indetto dal ministro Angelino Alfano, il primo intervento approvato è l’invio di un nuovo contingente di polizia e carabinieri verso l’isola siciliana. Partenza immediata, la situazione lo richiede.
LE CIFRE
La riunione è stata indetta d’urgenza per dare il via libera al potenziamento dell’operazione Strade sicure, che prevede l’impiego di un contingente di militari per la vigilanza su siti sensibili nelle principali città: da 3.000 passano a 4.800. Era una delle misure previste dal decreto antiterrorismo approvato una settimana fa dal Consiglio dei ministri. Ma ancora il provvedimento non è stato firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dunque le nuove norme non sono in vigore. La delicata situazione in Libia, con pesanti riflessi sull’Italia sul versante sbarchi, terrorismo e sicurezza degli approvvigionamenti energetici è stata analizzata dai vertici di servizi e forze di polizia. Sul fronte migratorio, l’impennata degli sbarchi degli ultimi giorni sta mandando in tilt il sistema di accoglienza. Ma preoccupa anche la vicenda della motovedetta della Guardia costiera minacciata da kalashnikov. «Tenere alto il livello di attenzione», è il messaggio ribadito tra forze dell’ordine e intelligence. Il Comitato ha espresso parere favorevole sulle modalità di attuazione, fino al 30 giugno 2015, del piano di impiego del contingente dei 4.800 militari. Rafforzati tutti i dispositivi di vigilanza, anche quelli che non avevano presidi. Tra gli obiettivi sensibili sono state inserite città come Lucca e Livorno, e altre città del Nord, finora escluse da presenze militari. Potenziamenti nella Capitale che avrà a disposizione 500 uomini in più, così come aveva chiesto il prefetto Giuseppe Pecoraro. Trecento militari in più a Milano, 160 a Napoli, 200 destinati solo alla Terra dei fuochi, dove la loro presenza è prevista fino al 31 dicembre prossimo.
L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE
Un capitolo a parte per l’Expo. Il Comitato ha previsto l’invio di 600 uomini. Saranno in campo dal primo aprile al 30 ottobre 2015. Potenziati anche alcuni servizi di scorta o di controllo di politici e personaggi considerati a rischio. Svincolate altre risorse tra polizia e carabinieri.
Maggiore attenzione al Vaticano, anche perché quello che continua a rimanere in cima alle preoccupazioni degli apparati di sicurezza è l’attivazione dei “lupi solitari”, di terroristi “home grown”, sul modello di quanto avvenuto a Parigi e a Copenaghen. Un pericolo assai difficile da prevenire. Ed è proprio dopo quanto successo che si è deciso di tornare indietro e di non tagliare il contingente da 4.250 a 3.000 unità. I 4.800 militari saranno impegnati nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili: ambasciate, aeroporti, stazioni, centri per immigrati, Sinagoghe, sgravando così di questi compiti polizia e carabinieri. Per assicurare il dispositivo – che verrà gestito sul territorio dai prefetti – sono stati stanziati 29,6 milioni di euro. Prima del Comitato, Alfano ha convocato i rappresentanti dei principali social network e delle aziende informatiche. L’Isis sta spingendo sempre di più la propaganda sul web e quindi si cerca la collaborazione dei gestori della rete per prevenire e contrastare le minacce.

Il Messaggero