Caos immigrati Marino contestato a Tor Sapienza «Ci metto la faccia»

IGNAZIO MARINO 4

ROMA Il sindaco Marino sfida la rabbia di Tor Sapienza ma ne resta travolto, si addentra nel degrado di questa periferia in fiamme e viene investito da una raffica di insulti, lascia il quartiere della rivolta anti-immigrati inseguito da fischi e contestazioni: «Buffone vattene, ci hai rovinato!». Un altro pomeriggio ad alta tensione nella banlieue romana dove in questi giorni l’esasperazione dei residenti è diventata violenza: vogliono mandare via gli ospiti del centro di accoglienza di viale Giorgio Morandi e l’hanno chiesto con bombe carta, sassi, fuoco alle auto e nei cassonetti. A Tor Sapienza Marino super-scortato appare però solo tra la folla, abbandonato anche dal Pd romano che prende le distanze.
IL POMERIGGIO
Il sindaco arriva nella strada degli scontri poco dopo le quattro e mezza. «Sono qui per parlare con i cittadini e non con la stampa», dice entrando nel bar Lory, lì dove si racconta siano stati rifiutati i caffè a due ragazzi immigrati, ma la proprietaria smentisce. Solo a una piccola delegazione è concesso di parlare con il sindaco; la folla resta fuori – saranno almeno in 400 – e assedia il locale. «Non siamo razzisti, solo esasperati», cresce il nervosismo. E nemmeno i rappresentanti dei comitati di quartiere hanno la possibilità di partecipare all’incontro.
IL GIRO
Si alzano i primi cori: «Buffone, buffone». Protetto da un cordone di forze dell’ordine, il sindaco dopo mezz’ora esce dal bar, cerca di attraversare la strada e viene subito investito da una raffica di urla. «Fatti un giro sui mezzi pubblici, guarda il degrado che c’è in questo quartiere». E ancora: «Vergogna».
Marino si dirige verso l’anello di cemento che si stende su viale Morandi, sono i palazzoni dell’Ater. «Sindaco, vieni a vedere qui», e vorrebbe trascinarlo, la gente infuriata di Tor Sapienza, a guardare da vicino i tanti mali del quartiere. Il sindaco sta per andare verso il centro culturale di viale Morandi. Non lì, urla la gente, «vieni qui, sindaco!». Laddove i palazzoni mostrano tutte le loro ferite. Un vero tour nelle disgrazie di Tor Sapienza. Le case occupate, i cassonetti rotti, la sporcizia in strada, la miseria. «Non siete razzisti e criminali, ma esasperati», il sindaco cerca di rabbonire la gente arrabbiata. «L’accoglienza è una cosa, la violenza e il disagio un’altra. Ci concentreremo sui problemi di questo quartiere senza venire meno all’accoglienza. Ho proposto ai cittadini di ospitare nel centro non più immigrati, ma donne e bambini in difficoltà». E ancora: «Per le periferie abbiamo inaugurato domenica scorsa la Metro C, il più grande investimento in questo Paese negli ultimi 15 anni, due miliardi di euro. Ed è in periferia, non nel centro di Roma».
L’INCONTRO
Prima di andare via, la visita nel centro di accoglienza. «Il sindaco ha espresso solidarietà agli immigrati, i 32 adulti resteranno lì», spiega Francesca Amato, responsabile del centro. La gente continua a urlare mentre l’auto del chirurgo dem lascia Tor Sapienza. «Solo chi vive sulla luna può aspettarsi che in quartieri in difficoltà non ci siano contestazioni. Io ho la volontà di metterci la faccia e la voglia di ascoltare chi sfoga il proprio disagio», aggiunge poi il sindaco. «Sono in contatto con Manlio, Angelo, Marcello e altri, mi hanno chiesto di riunirci martedì, per avviare un percorso di recupero di un quartiere da sempre abbandonato». L’assessore alle Infrastrutture Paolo Masini promette interventi per migliorare la vita nel quartiere. «Stiamo accelerando il percorso per la realizzazione di due caserme dei carabinieri. E intanto stiamo lavorando sull’illuminazione: in collaborazione con Acea metteremo in campo un piano di illuminazione che ci porterà ad installare circa 200mila punti luce in tutta Roma, e che partirà proprio dalle periferie».
GLI IMMIGRATI
La lunga e tesa giornata del quartiere presidiato dai blindati comincia con il ritorno dei 14 rifugiati che erano stati trasferiti dal centro di viale Morandi per ragioni di sicurezza, per lo più minori egiziani. Alle 10,30 sono di nuovo lì davanti, tornati con i mezzi pubblici. Gli agenti li proteggono mentre la gente continua a urlare che «se ne devono andare».
Alla fine dopo un paio di ore un pullmino li porta di nuovo via, in un centro dell’Infernetto. E Tor Sapienza diventa anche un caso politico. Il Pd attacca il sindaco e chiede la testa dell’assessore alle politiche sociali Rita Cutini. Oggi intanto da Piazza Esquilino a Piazza Santi Apostoli sfileranno contro il degrado associazioni e comitati di tutte le periferie. «Sarà una manifestazione pacifica» promettono.

IL MESSAGGERO