Caos FI, niente probiviri impossibile espellere Fitto «Si è messo fuori da solo»

SILVIO BERLUSCONI 2

Veneto, Campania, Liguria, Umbria: è su questa mappa di priorità elettorali che si è concentrato il leader forzista Silvio Berlusconi, che rientrerà domani dalla Sardegna, dove ha trascorso i giorni di festa. E dove ha cancellato la Puglia dal target delle elezioni regionali, dopo l’ulteriore radicalizzazione dello scontro con il dissidente Raffaele Fitto.
Il centrodestra sembra a un passo dall’implosione proprio nel feudo meridionale azzurro, e FI (smentita l’ipotesi della candidatura dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Adriana Poli Bortone) starebbe comunque lavorando per ricomporre il quadro a sostegno del candidato Francesco Schittulli. La spaccatura tra Berlusconi e Fitto, però, è considerata oramai insanabile, all’interno del partito. Berlusconi non intende drammatizzare ulteriormente le fibrillazioni, per ora, in attesa che si chiudano le urne pugliesi in cui il risultato per Fi si annuncia disastroso, per fare definitivamente i conti con il gruppo fittiano, liquidando i conti in sospeso. L’ex Cavaliere ha dato ai suoi indicazioni chiare: ignorateli, non rispondete alle provocazioni, non sarò io a cacciare Fitto, si è messo fuori da sé. Fitto, però, la pensa diversamente e, statuto alla mano, conta sull’articolo 55 che regolamenta i “provvedimenti disciplinari”, dando a ogni iscritto la facoltà di ricorrere al collegio dei probiviri. Probiviri che, nel passaggio da Pdl a Forza Italia, non sono mai stati eletti dal consiglio nazionale.
LA PALUDE
A impedire a Berlusconi di mettere alla porta Fitto, insomma, ci sarebbe paradossalmente anche la mancanza di regole, lamentata da Fitto che da due anni contesta la legittimità delle cariche. Dal canto suo, secondo molti, l’europarlamentare pugliese sarebbe sempre più vicino all’addio, portando con sé un numero di parlamentari sufficienti a costituire nuovi gruppi. Prima, però, Berlusconi deve evitare che le regionali si trasformino in una palude per il suo centrodestra. Di qui, il ripetersi degli appelli all’unità dei fedelissimi, a cominciare dalla pugliese Elvira Savino («In Forza Italia e nel centrodestra c’è troppa confusione. Azzeriamo le polemiche e torniamo a Berlusconi! Ripartiamo dal nostro leader»), continuando con il Mattinale di Renato Brunetta: «Renzi non tiene più il suo Partito democratico, travolto dalla questione morale. Da parte nostra cominciamo subito a costruire l’alternativa. Sarebbe incomprensibile dividerci proprio mentre i nostri avversari sono travolti dagli scandali. Alfano decida cosa fare, così come decidano cosa fare i pochi nostalgici del Nazareno».
Diatribe che, però, sembrano entusiasmare poco l’ex Cavaliere che intende massimizzare le possibilità del risultato delle regionali. Oggi il suo consigliere politico Giovanni Toti lancia i temi della sua campagna in Liguria: salute, tasse, dissesto e turismo. Ma è lo stesso Berlusconi che intende spendere la propria faccia tra la gente, tornando a fare comizi. E circondandosi di volti nuovi, come quello di Silvia Sardone che ha già fatto storcere il naso alla vecchia guardia. «Le liste dovranno essere competitive e forti», ripetevano ieri i collaboratori del leader forzista. E, soprattutto, dovranno rispettare i criteri contenuti nella circolare dell’amministratrice Mariarosaria Rossi, ponendo un tetto di tre legislature.

Il Messaggero